Quando si accorsero di lui, stava su un albero da almeno tre giorni. E si accorsero di lui, solo quando i guardaboschi cercarono di farlo scendere da una pianta che dovevano tagliare.
“Ma non potete tagliarne un altro?” aveva chiesto lui, ma loro avevano risposto che non era possibile, dissero anche che quello era l’albero scelto per il legno duro ma lavorabile.
“E cosa ci dovete fare con questo albero?”
“Tagliarlo!” avevano risposto all’unisono.
“Con la legna dico, che ci dovete fare?”
“Le scope per la befana” aveva risposto quello che sembrava il capo.
Lui aveva cominciato a ridere e aveva smesso soltanto quando aveva visto i loro volti farsi seri.
“Scendi?” gli avevano chiesto.
Lui aveva risposto di no.
“Scendo solo se mi fate parlare con il sindaco”
Ma il sindaco non c’è. E’ in montagna per la settimana bianca.
“Chiamatelo!”
“Ma non possiamo disturbarlo”.
“E allora non scendo”
“E noi tagliamo”.
Non tagliarono. La pianta era altissima, e il rischio che l’uomo si facesse male cadendo, non era una ovvia possibilità, quanto una certezza che li avrebbe messi nei guai. Così chiamarono la polizia municipale.
“Chi sei?” chiese il comandante dei vigili.
“Sono Pi Esse O”.
“Chi?” fecero tutti all’unisono.
“Sono Pi Esse O!” disse di nuovo.
Gli altri scoppiarono in una fragorosa risata e lui scese dalla pianta.
I vigili gli dissero di non farlo più, e lui rispose che probabilmente non l’avrebbe più fatto, ma che la certezza non l’avrebbe potuta dare.
“Meglio che non lo fai più” disse il comandante della polizia municipale.
“Vedremo” rispose lui prima di andarsene.
I guardaboschi sorrisero, e tagliarono l’albero da cui qualcuno avrebbe tirato fuori i manici per le scope saettanti della befana.
“Certo che ci vuole coraggio a salire su un albero così alto e restarci tre giorni” disse uno.
“Sembra la storia di quel tale di cui ho letto quando studiavo” disse un altro.
“Certo, era la storia di un barone”
“Che personaggi strani ci sono in letteratura”
“Che personaggi strani anche qui in città” e sorrisero di nuovo.
Lui nel frattempo aveva camminato fino a raggiungere un bar.
“Desidera?” chiese il barista.
“Un bicchiere di coriandoli”
L’altro sorrise.
“E con cosa accompagnerebbe questo bicchiere di coriandoli?”
“Direi con una birra”
“Piccola?”
“Direi media!” e sorrise anche lui.
Bevve, pagò e prima di uscire, capì che il barista voleva chiedergli qualcosa.
“Mi dica”.
“Ma lei fa sempre così? Entra nei bar e chiede un bicchiere di coriandoli?”
“No di certo, a volte chiedo un litro di… ma lasciamo perdere, l’importante è aver bevuto una bella birra fresca”.
Il barista salutò e sorrise di nuovo.
Dopo la birra, decise che era il momento di farsi un giro al parco. Ci arrivò dopo una bella sgambata, quando il sole cominciava a chinare la testa per fare spazio alla sera.
Trovò subito un vecchietto seduto sulla panchina con la Settimana Enigmistica sulle ginocchia.
“Posso aiutarla?” chiese.
Il vecchietto fece sì con la testa.
“Sette verticale. Si toglie con l’acquaragia”
“Scarafaggio”
Il vecchietto sorrise. “Ma che è, lei toglie gli scarafaggi con l’acquaragia?”
“Certo, gli tiri dietro il barattolo, vedrà come scappano”.
Il vecchietto non riusciva a smettere di sorridere. “In effetti, ha ragione”.
Lui si alzò, salutò l’anziano e prese la via di casa, mentre il vecchietto gli disse di farsi ancora vivo.
“Sono qui tutti i pomeriggi, venga!”
“Vedremo, non si sa mai se alla fine c’è il tempo per dare spazio ai nostri desideri”
“Se vuole il tempo si trova” rispose il vecchietto.
“Si trova e si perde, si trova e si riperde, e intanto ce n’è sempre meno” e se ne andò.
Una volta sotto casa, prese le chiavi, ma prima di entrare decise di suonare il citofono degli altri condòmini.
Risposero all’unisono, quasi fossero abituati a quel rito.
“Chi è?”
“Sono Pi Esse O”
“Eccoti di nuovo, Portatore Sano di Ottimismo!” dissero tutti insieme, mentre tra un sorriso e l’altro, battevano le mani.
(di Stefano Re)
Una bella figura di trickster che rivisita, in chiave solare, l’antico meme dell’uomo sull’albero: Cristo in croce, Odino su Yggdrasil, l’Appeso dei Tarocchi, fino al citato Calvino e allo zio pazzo di Amarcord.
Boh, io lo vedevo molto meno trickster e molto più come una persona semplice e affidabile, ma con la matrice forte dell’ottimismo. (S.R.)
Simpatico post per la gioa della Befana.
Tanti riferimenti a me cari, come il Barone Rampante dei nostri antenati di Calvino, e una ventata di ottimismo sparsa a piene mani.
Complimenti.
O.T. Anno nuovo, calendario nuovo. Che ne dici di postare qualcosa il 10 febbraio?
Ogni tua richiesta è una possibilità ben accetta. Ok! (S.R.)
Perfetto.
Pingback: PSO « Nebbia e risaie
Un racconto molto simpatico, molto ben scritto; il signor PSO somiglia molto a mio marito (anche se lui non sale sugli alberi…). Complimenti!
Beh, grazie.
Ottima scelta, allora (nel senso del marito). (S.R.)
Ah… io direi Achille Campanile!
Forte
Considerando Achille Campanile un genio, beh, grazie! (S.R.)
Scrittura piena di rimandi a stili ben piacevoli e un racconto che sprizza bontà e ottimismo… non so cosa si possa desiderare d’altro. Un saluto.
Un caro saluto e grazie. (S.R.)