Il cielo è bianco

fuochi-dartificioIl cielo è bianco. Un cielo dovrebbe essere azzurro o blu o profondamente nero puntellato di stelle. Grigio ogni tanto, quando piove. Ma bianco no. Però il cielo è bianco ed è una coperta pesante e metallica che incombe sulla città, schiacciandola col suo inesistente peso. Quando il cielo è così puoi solo sperare che l’estate sia vicina. Ma non lo è. C’è solo freddo, nasi che colano e la lattea massa opprimente che copre ogni cosa. E la città è buia. Chissà perché. Risparmio energetico, dicono.

Eppure, almeno per un po’, nuove luci e cangianti colori illuminano le strade. Astri, fiocchi di neve, palline luminescenti, abeti decorati, cioccolato e torroni. Carta da regali, nastri arricciati, fermento per le strade. Un altro Natale è passato, i bambini felici hanno aperto tanti pacchetti e hanno sentito la slitta di Babbo Natale appoggiarsi sul tetto. Siamo stati tutti più o meno buoni e più o meno brilli. A Natale si sopportano i parenti e si tirano fuori i giochi di società. Abbiamo mangiato fino a scoppiare, consumato quintali di citrosodina e, alla fine, anche chi dice di odiare questo periodo è stato contento.

Ma eccola lì, in agguato, una nuova ansia. Terribile, fastidiosa, pronta ad abbattersi ogni anno, puntualissima. C’è chi parte, chi va in montagna, chi in altre città, chi è bloccato a casa, ma in realtà hanno tutti la stessa preoccupazione. Cosa fare a Capodanno?

Bisogna divertirsi. Se si va al ristorante deve esserci l’intrattenimento che usualmente odiamo mentre mangiamo. Maghi, piano-bar, pause interminabili fra una portata scadente e l’altra che stai pagando a peso d’oro, l’obbligo di stare svegli anche se non riesci a smettere di pensare al letto caldo, al piumone imbottito, ai cuscini soffici che ti aspettano a casa. Ma va fatto, è l’ultima notte dell’anno. Se stai a casa e inviti gli amici non può essere una cena come le altre, l’uva va divisa in gruppetti di acini dispari se no porta male, le mutande rosse devono averle tutti gli ospiti se no sfiga anche il prossimo anno, magari c’è da andare a cercare la tombola in cantina, però i premi sono tutti schifosi perché abbiamo speso tutto per i regali di Natale. Si può andare in piazza a vedere i fuochi ma sembra una guerriglia fuori, bottiglie rotte, ubriachi e spari, botti, razzi che esplodono in ogni angolo. Ululati di cani terrorizzati. Potrebbero spararti o potrebbe esploderti un piede se non stai attento. E poi, che tu sia fidanzato, sposato o single non importa, devi trovare qualcuno da baciare e soprattutto da portare a letto, non importa la stanchezza, l’ubriachezza molesta, i tacchi alti e le mutande rosse col pizzo che prudono e ti si infilano nelle chiappe: si sa, se non tr***i a Capodanno non tr***i tutto l’anno!

E poi che è questa aspettativa? Davvero le cose cambiano, sono nuove, più belle solo perché stiamo invecchiando. No di certo. Le cose cambiano, in meglio o in peggio, ma non certo perché stiamo qui a celebrare che un altro anno è trascorso e siamo ancora vivi, il mondo non è imploso. E’ come applaudire quando l’aereo atterra. Patetico.

Ma non importa. A Capodanno, come a Natale, basta avere vicino qualcuno a cui si vuole bene e qualunque cosa si faccia, il futuro sembrerà più roseo e la nottata trascorrerà alla grande. Non importa se il cielo è bianco, azzurro o viola, se è leggero come un colibrì o pesante come un blocco di ghisa, c’è aria di cambiamento alla fine dell’anno e ci si sente elettrizzati e frementi. Non è così male, a parte l’ansia.

Buon Anno a tutti, Buone Feste, e fate i bravi altrimenti vi porto il carbone la prossima settimana!

  1. Simpatico post di chiusura di un 2013 ricco di tanti autori che con i loro scritti hanno attirato lettori e mi piace.
    Scanzonato, ironico e con gli auguri più graditi.
    Buon annoa anche a te e che il 2014 sia sereno, lieto e ricco di soddisfazioni in tutti i campi.
    Un abbraccio affettuoso!

    O.T. per avrei riservato la chiusura del gennaio 2014. Va bene?

  2. Sopravvissuto a queste feste ancora una volta, leggo con molto piacere, qui c’è ironia molto intelligente sull’aspetto meramente strumentale e superficiale che noi purtroppo abbiamo dato a certi appuntamenti del calendario. Buon anno anche a te. Univers

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