Coccoina

Ho trovata per caso, nell’archivio dei ricordi o degli orrori (Scelta a piacere), un  mio vecchio scritto. Epoca “Splinderiana” e quindi una vita fa o quasi. Mi è persino sembrato giusto riproporlo. Anche se qualcuno avrebbe potuto obbiettare che sono a corto d’idee. Non senza torto. Non sempre si è sulla breccia, non sempre nel tuo bosco le idee spuntano come funghi dopo un giorno di pioggia. Molte volte le idee sono come i tartufi e il tuo cane per tuberi è svogliato e distratto. Volevo persino scusarmi, almeno nel nome dei vecchi tempi. Però poi ci ho pensato e come sempre le notti portano consiglio e dunque perché non affrontare il tema delle idee.

Idee che iniziano come una bolla. Informe, fisicamente indecifrabile, quindi non sai se stabilirla liquida, aeriforme. La fai tua giustificandola come intuizione. Non sai dove ti potrà portare, a quello stadio, ma man mano che prende forma e sostanza ti accorgi di come potrà influenzare altre idee. Non è detto che l’influenza sarà positiva. Le idee o sono una luce nel grigiore della vita. Soprattutto quella che siamo costretti a vivere, per poter sopravvivere. Oppure sono tali da avere la consistenza di una deiezione, che in una scala inventata di sana pianta per l’occasione, possono assume la forma di essenza di passero. Misera, piccola e influente solo se ti colpisce e ti sporca la giacca che hai appena ritirato dalla lavanderia, oppure ti ha fatto una bella riga sulla carrozzeria fresca di autolavaggio. O, nella zona altissima della classifica, avrà la sostanza di una montagna elefantina. Il pachiderma pesa tonnellate, il frutto del lavorio intestinale è in proporzione.

Proseguiamo. Dato per assodato che l’idea è buona, positiva, la difficoltà è esporla in maniera tale che quella sua positività giunga agli altri. Qui le cose potrebbero essere un filo complicate. Si può essere ottimi scrittori, ma pessimi  parlatori o viceversa.  Nel secondo caso, non so perché, ma vedo materializzarsi quella scala di cui sopra.  Rimaniamo nel primo caso. L’idea c’è ed è ben esposta. Ottimo. Può divenire il traino per altre idee, simili o anche contrarie, ma sempre positive. Nel senso che spingono al pensiero, alla speculazione. Insomma è un’occasione di crescita. Nell’altro caso abbiamo del concime, per buono che sia sempre concime è. Punto.

Ora diventa importante averla quella bolla. Trovarla, cogliere l’occasione, perché come dicevo: a volte sono come funghi ipogei. Bianchi o neri che siano, sono sempre difficili da trovare e se non siamo aiutati nel modo giusto rimangono lì. Ipogei. Non è detto però che non convenga. Non perché l’idea è cattiva a priori. Piuttosto è buona, però mancano le parole giuste per farla comprendere. Occorre masticarla, ruminarla. Occorre essere ben disposti. Orientati nello spazio e nel tempo e non  ultimo, averne voglia.

Siamo sempre lì, in fondo. A disquisire sul fattore umano. Sull’atto volontario di acquisire l’idea e di farne un  qualcosa. Scritto o discorso che sia. Che stupisca, che faccia parlare, ridere, commuovere. Che susciti un’emozione comunque.Anche quelle che sono sottoposte alla scala di cui sopra sortiscono lo stesso effetto. In fondo è un  motivo di crescita anche quello. Sapere di non seguire la strada sbagliata. Eì già un buon  insegnamento.

Ora mi pare di avere detto già fin troppo e per correre il rischio di diventare un maestrino pedante smetto.

Se qualcuno si domanda cosa centra il titolo con tutto il resto. Bhè … Il gruppo di cui facevo parte, una vita fa si chiamava “Coccoinomani”. Lo so c’è da stare molto attenti a scriverlo e di questi tempi … In fondo chi non si è mai imbrattato mani e vestiti di Coccoina. Colla in pasta bianca dal sentore di mandorla, nel barattolino di alluminio, con pennellino, Dai su, non siate  timidi, che alle elementari l’avrete di certo usata. Prima della colla in stick, prima dell’attack e delle epossiliche odierne.. La Coccoina … Una vita fa.

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coccoina

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  1. Parto dal bellissimo ricorso di me che alle elementari sniffavo coccoina 😅.
    Per il resto concordo sul tuo discorso del saper conciliare pensiero e parole che porta poi alla compiutezza di uno scritto. Non è sempre facile farlo. Quel tartufo a volte non vuole proprio uscire dalla terra. Se sia un bene o no lo potremmo sapere solo a posteriori.

  2. @ Soliloquio = Grazie del commento e della vicinanza d’intenti. Anche nel caso specifico, non rimane che attendere i posteri. A loro la sentenza.
    Positiva o negativa, sta nella misura del nostro impegno.

    ps: sniffatore eh … Ebbravo và !! 🙂

  3. Il barattolino d’alluminio con l’etichetta che hai proposto lo ricordo bene. Il sentore di mandorle amare, le mani imbrattate di colla – non il perché erano sempre imbrattate -, le pagine incollate male e umidicce per la troppa colla. tempi remoti come quelli di Splinder.
    Il pensiero scritto sarà vecchio ma sempre valido. Barvo Cape a riproporlo.
    O.T.
    Per giugno ci stai? Se sì, ho pronta per te la data del 29 giugno – Il giorno di san Pietro e Paolo 😀

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