Incontri

La città cambia faccia di notte: silenziosa, dormiente, rilassata; è l’esatto opposto del tumulto caotico e stressante che la popola durante il giorno ma non è meno vera. Più sfumata forse, con i suoi contorni diluiti e i rumori attutiti. A Sara è sempre piaciuto gironzolare la notte, fin da adolescente ha imparato a calarsi giù dalla sua finestra per poter pedalare in lungo e in largo per le strade deserte e pensare, attività generalmente considerata inconsueta per una ragazzina; gli adolescenti dovrebbero preoccuparsi principalmente dei primi baci dati in un angolo con la paura mista ad emozione per il rischio di venire scoperti. Ma Sara non è come tutti, Sara è… semplicemente Sara. Pensa tanto, scrive di più e sogna durante il giorno ad occhi aperti mentre fissa un punto imprecisato del vuoto pieno di qualche bar. E’ durante una di queste meditazioni che un cameriere imbranato quasi le rovina il cappotto nuovo verde speranza; si chiama Leo e in quel bar lavora da pochi mesi; ha notato subito quella donna di poco più di trent’anni persa in sé stessa e ha passato giornate intere a pensare a come presentarsi e chiederle un po’ del suo magico tempo. Manco a farlo apposta, perché davvero non l’ha fatto apposta, l’occasione si è presentata da sola; è bastato un vassoio troppo carico e in precario equilibrio recuperato all’ultimo secondo con le stoviglie perfettamente al loro posto in barba ad ogni legge della fisica. Leo è mortificato per l’incidente e resta basito per un momento quando lei scoppia a ridere appena dopo aver ripreso colore; ha una risata leggera, primaverile. Gli chiede se stia bene, lui risponde di sì e le rivolge la stessa domanda cui lei risponde con un cenno del capo; una marea di riccioli biondi si agitano ribelli andando ad incastrarsi nella montatura degli occhiali che Sara porta da quando ha memoria. Leo si scusa ancora una volta e torna al suo lavoro senza avere il coraggio di chiedere quello che veramente gli interessa. Pazienza, pensa. In fondo non è mai stato un uomo coraggioso, non ha mai fatto la prima mossa e forse è proprio questo il motivo per cui si sente come se la vita gli stesse scivolando via tra quelle mani grandi e screpolate incapaci di afferrarla. Si gira verso il bancone e il cuore gli balza nel petto; Sara lo fissa dritto negli occhi e gli chiede semplicemente “domani quando finisci il turno?”. Lui risponde sì. Si salutano con un cenno della mano. Alla fine ci ha pensato la vita ad organizzare tutto.

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  1. un bel racconto tra due anime diverse ma complementari.
    Piacevole e fluido si legge tutto d’un fiato.

    O.T. Sto compilando il calendario di agosto. Se ci sei ti avrei riservato la data del 6 agosto. Confermi?

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