Disegna la tua storia

Propongo qui un esercizio di immaginazione suggerito da Scrivere creativo. Fornito un disegno si deve creare una storia.

Luigi non capiva perché si fosse lasciato convincere da Clara di presenziare al vernissage della Galleria Due Punti. Si inaugurava la mostra di un artista dal nome curioso, che lui non aveva voluto imparare.

L’arte moderna non gli piaceva o meglio non la comprendeva, ammesso che ci fosse stato qualcosa da immaginare nell’osservazione di quadri, sculture e disegni. Per lui erano sgorbi colorati che qualcuno spacciava per arte come il disegno, nemmeno a colori, che stava osservando.

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«Sono capace anch’io di fare questo» borbottò Luigi, attirando gli sguardi di rimprovero di chi stava alle sue spalle.

Loro parevano in estasi nell’ammirare questo disegno al contrario di Luigi.

Clara lo tirò per una manica per allontanarlo da quel gruppo di persone che continuavano a seguirlo con gli occhi come per dire ‘ma che ci fai qui incompetente’.

Lui diede una scrollata di spalle, ignorando serenamente quei rimbrotti silenziosi che scivolavano via senza lasciare traccia.

«Gigi» sussurrò Clara dopo averlo trascinato in un angolo lontano da tutti. «Non farmi fare una figura di merda. Tu non sai…».

Luigi la guardò di traverso. “Figura di merda? Almeno fosse d’artista!” pensò, interrompendola.

«Quella sarebbe un’opera d’arte?» sbuffò indispettito, alzando un poco la voce. «Fatico a riconoscere che Botticelli abbia dipinto dei capolavori. Figuriamoci se credo a quel fallito che ha disegnato un albero spoglio e un puntino rosso».

Clara arrossì a quelle parole. L’ignoranza del compagno sull’argomento era abissale, pentendosi di aver insistito che l’accompagnasse.

«Quel disegno a pastello vale un milione di euro!» esclamò Clara, abbassando le braccia lungo il corpo in segno di resa. «È una prova d’autore di Piccadali, il più grande artista moderno. Le sue opere sono contese a pacchi di euro da gallerie e collezionisti!»

Lei aveva provato in tutte le maniere a trascinarlo per musei e gallerie d’arte ma adesso intuiva che era irrecuperabile.

Luigi esplose in una risata, attirando di nuovo gli sguardi malevoli dei presenti. Scuoté il capo in segno di sconcerto. “La gente è scema” pensò, avviandosi verso l’uscita. “Molte persone muoiono di fame e qualcuno spreca milioni per qualcosa che non suscita nessuna emozione”.

Arrivato all’ingresso fece un cenno di saluto a Clara.

«Ci vediamo a casa».

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  1. Tutta la mia simpatia per Gigi.. e la povera Clara che lo sopporta! Carino, scorrevole e piacevole..
    non sbagli mai!

    ps. aggiorna il calendario! Mi cercavo nella data del 5 novembre e non ci sono!

    Musa

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