Parlo troppo

Parlo troppoLa sera è intrigante tra una goccia e l’altra, poco traffico, qualche passante,
ci vorrebbe una musica giusta per accompagnare la guida attraverso il centro
al ritmo dei semafori lampeggianti,
sottolineata dai lampioni spenti, in angoli appartati,
ombrelli un po’ aperti e un po’ chiusi.
L’intimità dell’auto mi ripara dal silenzio esterno,
solo i pensieri rimbalzano all’interno tra i vetri.
Il respiro tranquillo dell’attesa ai semafori e le buche onnipresenti:
mi sconquasso e mi rilasso in una sequenza senza fine;
l’attesa, poi, ispira le parole in libertà,
frasi senza senso ma belle da dire perché non seguono regole.
Lilian, parlo troppo.
Lo so che ci sei li dietro nell’ombra da qualche parte,
lo sento da un pensiero espresso un po’ più forte;
gli altri pensieri si sono girati tutti per redarguire quel pensierino fuori dal coro.
I pensieri ordinati si stupiscono sempre dei pensieri arruffati,
forse ne sono gelosi.
Ma i pensieri che urlano fuori dal coro nascondono una voglia,
una bellezza nell’essere ideati ed espressi,
una realtà diversa e forse più interessante;
quei pensieri un po’ stonati diventeranno un giorno il ricordo dei momenti più belli
e l’intercalare “Lilian, parlo troppo” diventa parte dello sproloquio
e se ne sentirebbe la mancanza se non venisse fuori spontaneamente.
Lilian mi direbbe che sono matto
ma tu non glielo dire, che resti tra noi,
questo momento intimo riguarda solo noi due.
E ti sento respirare li dietro,
forse un sospiro che segue il pensiero stridente,
è il cuore che vuole parlare
e per non battere troppo forte chiede aiuto a chi sa far rumore, la bocca, i pensieri.
La sera e’ fatta apposta per le parole strane
questo è il regno del non senso rincorrendo il sentimento
questo è il regno della parola
questo è il sogno che ci lega
anche il silenzio alla fine è carico di messaggi rumorosi:
la pausa,
il senso,
Lilian, parlo troppo.
Ma ti parlo
e tu mi ascolti, e non riesci più a tirarmi giù, ti sollevo
sei leggera, vieni su bene sulle nuvole;
sì, è facile tirarti su, sei leggera come un sogno.
E’ curioso come le parole escano a ruota libera
così, sul momento, senza pensarle.
Non spaventarti, è una cosa bella se condivisa con te
Scopro le cose del cuore e penso a Bacci che si definisce “analfabeta dei sentimenti”,
non nel senso che non li provi,
ma perché ne è sopraffatto e non sa reagire nel modo giusto.
Ma forse anche questo è sbagliato perché non c’é un modo giusto,
ci deve essere solo un modo naturale, istintivo e spontaneo
che solo dopo scopri
e quando succede rimani senza parole per l’armonia che si e’ creata.
La risposta giusta non è quella che hai pensato ma quella che hai detto,
il gesto è quello che hai fatto e non immaginato,
nei sentimenti regna il mondo Zen,
il fascino dei Limerick irlandesi.
Lilian, parlo troppo e ti penso.

 

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