Disegna la tua storia – immagine di Waldprok – Il fungo

Da una bella immagine di Waldprok nasce questo miniracconto.

A Venusia, quando arriva settembre, inizia la stagione dei funghi. Quasi tutti i venusiani li cercano nei prati intorno agli stagni esposti a occidente. Qui crescono piccoli boschetti di pioppi e gelsi dove si possono raccogliere gli orecchioni. Nessuno pensa d’inoltrarsi nel bosco degli spiriti, perché hanno il terrore di risvegliare qualche anima che si aggira lì dentro e loro sono molto superstiziosi.

Tuttavia Sofia preferisce aggirarsi nel bosco degli spiriti perché lì si trovano più varietà di funghi commestibili ma anche di velenosi. La ragazza studia per diventare un agronomo ed è in grado di riconoscerli.

Così al sabato, quando l’università di Ludi chiude, mette gli scarponcini, si veste pesante e con Tobia si avvia su per i sentieri che portano all’interno del bosco degli spiriti. Lo fa con qualsiasi tempo: sia ci sia il sole, sia il cielo minacci pioggia. Se non c’è pericolo di temporale, in quel caso desiste, indossa una cerata gialla per ripararsi dell’umidità e dall’acqua che gronda dagli alberi.

Tobia, il suo meticcio, è libero di correre dove vuole senza la costrizione del guinzaglio o della museruola che è costretto a tenere quando si aggira per Venusia. I venusiani non amano gli animali e in particolare i cani e pretendono che siano al guinzaglio e non liberi di correre ovunque. La guardano di sbieco quando Sofia esce col suo meticcio per il paese ma lei non se ne cura.

È sabato, una giornata così così di fine settembre, quando Sofia arrivata nel bosco respira i suoi profumi, mentre Tobia abbaia felice per la libertà ritrovata. Il sentiero è scivoloso per le piogge cadute copiose durante la settimana. Le prime foglie sono cadute e si appiccano agli scarponcini di Sofia mescolate al fango del viottolo che si inerpica sui fianchi dell’altura.

L’umido del sottobosco nasconde il profumo dei funghi che spuntano tra l’erba delle radure. Sofia si affida all’esperienza e alla sua vista circolare per individuarli.

«Oh!» esclama fermandosi accanto ad alcuni minuscoli porcini, appena nati, che spuntano tra le foglie cadute dalla quercia.

Li accarezza come si fa coi bambini, inala l’odore gradevole. Non li raccoglie ma li lascia dove si trovano.

«Sono troppo belli da vedere» afferma, osservando il cappello di un bruno dorato.

Fischietta per chiamare Tobia.

«Per oggi basta» mormora, mentre affronta il sentiero per discendere, seguita dal suo meticcio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...