Insipienza

Morì esattamente alle quattordici e cinquantotto di un normale venerdì santo, e questo lo mandò su tutte le furie.

“Bastavano due minuti, bastavano due minuti”, gridava mentre saliva verso l’aldilà.

“Mi faccia almeno il piacere di abbassare la voce” gli disse un angelo che lo aspettava sulla soglia dell’altro mondo.

“E lei chi è?” rispose l’altro prima di inveire e gridare che due minuti non avrebbero fatto del male a nessuno.

“E perché sarebbe dovuto morire due minuti dopo?” chiese l’angelo.

“E già, lei non capisce nulla. Due minuti dopo sarebbero state le tre del pomeriggio e sarei morto come quel tale che fu inchiodato su una croce”

“Lei è davvero un sant’uomo” disse l’angelo che non aveva ben chiaro chi fosse quel tale.

“Io ci sputo sulla mia santità”, disse l’altro. “Se fossi morto due minuti dopo, sarei stato ricordato esattamente come quel tale che si faceva chiamare Gesù Cristo. Capisce?” e ricominciò ad urlare.

L’angelo non aveva capito granché, ma comprendeva benissimo che quell’uomo non era stato certo registrato all’anagrafe dei buoni cervelli.

“Chi grida in questo modo?” disse una voce che si perdeva nei meandri dell’aldilà.

L’angelo disse che quella era la voce di Dio.

“Farabutto”, gridò l’uomo. “Non potevi aspettare due minuti?”

“Perché avrei dovuto?”

L’uomo cercò di dare una spiegazione, ma Dio non si lasciò circuire, e prima che quello cominciasse ad urlare di nuovo, lo spedì all’inferno.

Giù in basso non furono certo contenti di vederlo. Chiamarono immediatamente sua maestà il diavolo che sbuffando fumo da ogni orifizio, gli disse di avvicinarsi.

“Sa che qui non la vogliamo?”

“Due minuti, bastavano due minuti” riprese ad urlare l’uomo.

“Stia zitto!” tuonò il diavolo facendo smuovere ogni cosa che avesse consistenza. “Qui lei non è gradito, risalga e dica a Dio di trovarle una collocazione. Qui c’è soltanto gente che ha scelto contro Dio!”

Così l’uomo risalì e Dio si trovò una bella gatta da pelare.

Convocò il diavolo e gli disse che lì non c’era posto per quel tale, mentre il diavolo irremovibile, confermò che nemmeno da loro c’era posto per quell’uomo.

“Non ha mai scelto di bestemmiarti, o comunque di combatterti” aggiunse il diavolo.

“Ma nemmeno ha mai fatto nulla per amare!” puntualizzò Dio.

“E quindi che facciamo?” domandò il diavolo che per la prima volta nella sua vita voleva accordarsi con Dio per non avere grattacapi.

Dio ci pensò un po’ su e poi disse: “Rimandiamolo sulla terra e ignoriamolo!”

Così quell’uomo fu rispedito da dove era arrivato. Non gli importava nulla di nulla, viveva come se bene e male non esistessero e aveva un unico pallino: morire nella stessa ora in cui era morto Gesù Cristo.

Gli chiesero come mai avesse quel desiderio e lui dopo averci pensato su, si passò una mano tra i capelli e rispose: “Perché la morte è la più grande buffonata di questo mondo, ma almeno  in quell’ora il mondo è cambiato. Poi che esistano il paradiso e l’inferno a me frega poco”.

Da allora molti presenti diventarono suoi discepoli.

Stefano Re

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