SINE MISERICORDIA

Salì sul treno.

Aspettò che partisse.

Gli avevano detto di non prenderlo, ma lui testardo aveva preferito non ascoltare.

Che vuoi che sia, aveva detto tra sé, le occasioni vanno prese al volo.

Così arrivò a destinazione.

Scese.

Nessuno ad attenderlo.

Solo il controllore.

“Biglietto, grazie!”

Non lo aveva, era salito al volo su quel treno.

Provò a giustificarsi. Disse che non si aspettava una partenza così veloce. In fondo era ancora giovane.

Il controllore fu irremovibile e lo multò.

Non aveva soldi a sufficienza.

Il controllore chiamò i carabinieri, fu processato e  il giudice lo mandò in galera.

Per quanto? chiese lui.

Per sempre, disse il giudice.

Gli sembrava una pena troppo severa. Protestò.

Il giudice disse: qui non siamo certo misericordiosi.

Pianse, implorò ma non ci fu nulla da fare.

Senza misericordia non c’è giustizia, disse.

Poi rimpianse la scelta testarda di prendere quel treno.

Ma aveva alternative?

(Stefano Re)

 

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  1. dipende dalle motivazioni che aveva di prendere quel treno.
    Se era per un capriccio, diciamo ha sbagliato, sapendo di essere senza biglietto e senza soldi. Se invece era per necessità, allora è scusato. Quello che non torna è la giustizia forte coi deboli e debole coi forti. Quella no, quella sbaglia.
    O.T. per te c’è pronta la data del 2 giugno, se ci sei.

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