Trovate Miss X

da Dreamtime

La radiosveglia suona impietosa: è il tre maggio, un lunedì come tanti altri. Clelia sbuffa, allunga una mano e spegne quel rumore fastidioso. Si gira nel letto, apre un occhio e osserva il display.

«Azz!» esclama balzando sul pavimento a piedi nudi, mentre rabbrividisce per il contatto con le piastrelle fredde. «Devo sbrigarmi se non voglio fare tardi in ufficio».

Apre gli scuri ma il cielo è lattiginoso. Non sono le nuvole ma una foschia densa che è salita in alto, oscurando il sole, che appare un disco sfumato bianco. È tipico di questa stagione a Venusia. Nebbia a livello del terreno che sale verso cielo per lasciare il posto al caldo quasi estivo.

In bagno stende il fard sulle guance colorandole di un rosato tenue. Con eyeliner dà contorno ai suoi occhi per mettere in risalto il blu cobalto dell’iride e accentua lo spessore alla rima ciliare con una mascara blu. Due colpi di spazzola per dare tono e volume ai suoi capelli castano chiari, che col sole tendono al bronzo rame.

Si osserva soddisfatta allo specchio. È pronta per uscire. Ride, perché è in mutandine e reggiseno. Deve scegliere l’abbigliamento adatto per iniziare bene la settimana. Vede riflesso nello specchio l’ora e le scappa un «Merda!» Deve accelerare la scelta dei vestiti se vuol prendere il bus per Ludi.

Dall’armadio sceglie un vestitino di cotone con i disegni che riecheggiano i fiori di Ken Scott. Naturalmente non sono uguali, perché l’ha comprato al mercato del venerdì di Ludi ma assomiglia molto. Arriva al ginocchio e fascia la sua figura snella. Nei piedi calza un paio di décolleté rosse di vernice a tacco basso, mentre al braccio porta una borsa di velluto rossa, blu e verde di Roberta di Camerino, acquistata in un negozio di vintage di Venusia. Mette sulle spalle uno scialle grigio e rosso per proteggersi dall’umido del mattino.

È pronta per correre come al solito alla fermata del bus, che prende col fiatone all’ultimo secondo.

Alle nove in punto è seduta alla sua scrivania. Lavora per Mr. Wang, un cinese trapiantato a Ludi che commercia molte cianfrusaglie. Accanto a lei nella stanza c’è Luisa, o almeno ci dovrebbe essere, visto che è in ritardo.

Suona il telefono e la centralinista l’avverte che Luisa è ammalata. Clelia borbotta qualcosa, mentre riprende a digitare sulla tastiera del computer. Svolge il lavoro di segretaria amministrativa, mentre Luisa l’aiuta nelle registrazioni.

«Signorina Clelia» le dice Mr. Wang al telefono in un italiano stentato. «Mi può mandare la signorina Cattani?»

«Mi dispiace, Mr. Wang, ma è ammalata».

Clelia sente alcuni borbottii e un colpo di tosse.

«Allora me lo deve fare lei questa commissione» ordina Mr. Wang.

Clelia deglutisce. Non è compito suo fare la fattorina ma abbozza. Non può contrariare il suo capo.

«Mi dica» fa Clelia, moderando il tono della voce.

«Deve consegnare una busta. Nome e indirizzo sono sull’etichetta. Non dovrebbe metterci più di mezz’ora» spiega Mr. Wang e aggiunge: «Quando rientra mi chiami».

Cinque minuti più tardi sulla sua scrivania compare una busta marrone piuttosto voluminosa, che non sta nella borsa di Roberta di Camerino. Dovrà tenerla in mano. Legge nome e indirizzo. In effetti prendendo una bike-sharing in mezz’ora la consegna e ritorna in ufficio, che resterà sguarnito per tutto questo tempo.

Mette lo scialle sulle spalle e si avvia al punto dove noleggerà la bicicletta. Fatto un isolato, sente una voce: «Trovate Miss X. Vincerete una crociera e centomila venusi. Trovate Miss X. Ha i capelli mossi castano chiari e sta camminando con voi con una busta marrone sotto il braccio».

Clelia si ferma un istante e si osserva intorno. Vede le solite persone frettolose che camminano svelte sul marciapiede. Però non nota nessuna ragazza coi capelli castano chiari e una busta sotto il braccio. Il ticchettio dei tacchi di plastica risuonano sul porfido del pavimento della galleria, mentre si avvia verso la postazione per prelevare la bicicletta.

«Trovate Miss X. Sta andando al posteggio delle bike-sharing. Porta in testa un cappellino con una margherita gialla e indossa un vestito di Ken Scott. È qui tra voi. Vincerete quindici giorni da sogno e una bella cifra in denaro. Cercate Miss X…» e la voce sfuma sommersa del rumore del traffico di Ludi.

Clelia si ferma sbigottita. Ha visto riflessa la sua immagine nello specchio del barbiere. Sembra che sia proprio lei quella che cercano. Si osserva intorno alla ricerca della fonte dell’annuncio. Vede solo un negretto che in bicicletta la segue. È un uomo sandwich che porta davanti e dietro un cartello con un poster attaccato. ‘Trovate Miss X. Vincerete una crociera e centomila venusi’.

Si avvicina e chiede: «Perché fate questo annuncio?»

Il ragazzo alza le spalle e ribatte: «Mi pagano per questo». E riprende a gridare: «Trovate Miss X…».

Clelia è basita, accelerando il passo. Sta perdendo tempo prezioso nella consegna. Quell’annuncio è un martello pneumatico per la sua mente.

«Cercate Miss X. Ha in mano una busta marrone e indossa scarpe rosse di vernice. Trovate Miss X. Vincerete una crociera di lusso per due persone e duecentomila venusi. Trovate Miss X».

Accelera e vede in lontananza le bike sharing nella rastrelliera. Guarda l’orologio al polso e scuote la testa. «Non riuscirò mai a consegnare la busta e tornare in ufficio entro mezz’ora» mormora, mentre il ragazzo in bicicletta continua a seguirla e a lanciare il suo monotono grido.

I passanti sembrano ignorarla, come se lei fosse un fantasma.

Clelia non sa più cosa pensare e dove nascondersi. La voce che dice ‘Trovate Miss X’ sembra perseguitarla. Vede un negozio di abbigliamento e decide di entrare nella speranza che quell’annuncio gridato a quattro venti cessi.

«Cosa posso fare per lei» chiede una commessa magra come un’anoressica.

«Vorrei comprare un paio di jeans, una camicetta e delle scarpe».

La commessa si allontana per cercare quanto richiesto, mentre fuori risuona ancora la solita voce.

«Trovate Miss X. È dentro il negozio di abbigliamento Underwear. Sta comprando jeans, camicetta e sneaker. Trovate Miss X e vincerete un viaggio da sogno e duecento mila venusi. Trovate Miss X».

Clelia è disperata. Vorrebbe nascondersi per non ascoltare più quella voce che ferisce le sue orecchie. Sposta la borsa da destra a sinistra facendo cadere la busta per terra. La raccoglie e la mette sotto il braccio. Si sposta da un piede all’altro nell’attesa che la commessa ritorni.

«Trovate Miss X. È dentro Underwear, sta comprando…». Le pare d’impazzire, quando la commessa anoressica torna con un paio di jeans stinti, una camicetta azzurra e sneakers blu della Nike.

«Il camerino è lì» dice indicando un angolo del negozio.

Clelia si precipita dentro. «Trovate Miss X. È dentro Underwear e sta provando jeans, camicetta e sneaker. Trovate Miss X e…» e la voce rimane fuori, quando tira la tenda del camerino. Poggia la busta su una panca. In fretta si toglie vestito, capellino e scialle. Scalcia le scarpe. Infila i jeans, la camicetta e mette nei piedi le sneaker. Raccoglie i suoi vestiti, la borsa e la busta.

«Li tengo indosso» biascica mangiandosi le parole, allungando i suoi indumenti alla commessa anoressica che la guarda spalancando gli occhi nocciola.

«Trovate Miss X. Vincerete due crociere da mille e una notte, duecento mila venusi. Adesso indossa jeans stinti, camicetta azzurra e sneakers blu della Nike. Tiene la busta marrone sotto il braccio e nell’altra mano un sacchetto di carta della Underwear. Trovate Miss X…».

La commessa anoressica apre la bocca e sta per dire «Ma lei è Miss X!» quando Clelia sedendosi su una panca la precede, confermando: «Sì, sono io Miss X».

La radiosveglia gracchia con un sottofondo musicale: «Il tormentone di primavera dell’agenzia di viaggi Baule Volante sta avendo un successo enorme. Tutta Ludi è alla ricerca della fantomatica Miss X ma nessuno l’ha ancora trovata».

Clelia si sveglia in un lago di sudore. È un vero incubo il suo!

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