Ma…

Ma

Ma…allora…

– Ma…allora è questo che pensi!

Appena sentita la frase ho capito di essere nei guai. Ci sono molti modi per rispondere o fuggire via. Quello che ultimamente mi è venuto meglio è dire:

– A volte si ma non ora.

Lei, aspettandosi una negazione, di fronte a questa parziale ammissione va in crisi e dallo sguardo confuso capisci che i suoi neuroni stanno discutendo animatamente.

Tu, naturalmente, eviti di installare sul viso un’aria angelica ma mantieni un profilo neutro come se ti avesse chiesto la brocca dell’acqua.

Poi però lei riprende il controllo di sé, si accorge della parziale ammissione (di colpa) e ribatte:

– Ma…allora questa cosa l’hai già pensata!

A questo punto, mai e poi mai chiedere “Ma cosa”. Sarebbe una disfatta. La mossa che mi ha dato notevoli soddisfazioni è rispondere:

– Si, non ricordi che eravamo entrambi d’accordo?

Bene. Dopo questa frase passeranno almeno due minuti di stordimento in cui lei inizierà a domandarsi di cosa stiamo parlando. Ma non può chiederlo senza rivelare che in realtà stava solo pensando che io pensassi, seguendo la regola aurea che dice: “Tutto quello che penso che pensi potrà essere usato contro di te”.

Dopo i due minuti è ragionevole immaginare che:

–          Non dica più nulla andandosene. (con aria altera)

–          Insista per dire che avevo frainteso quello che voleva dire. (ficcandosi nel ginepraio)

–          Concluda che “Tanto hai sempre ragione tu”, cercando di solleticare i miei sensi di colpa che sono notoriamente sempre in vacanza e neanche si accorgono della cosa.

La guerra continua.

P.s.      La formula introduttiva “Ma…allora”, comprensiva di pausa ad effetto, serve per dare uno spessore intellettuale al ragionamento, un modo per dire: “ci ho pensato (a lungo) e ho dedotto che:”. Un metodo, quindi, per collegare logicamente due fatti completamente slegati tra loro che neanche si conoscono, come fossero figli di sangue l’uno dell’altro. Questa sola locuzione riesce a infondere il senso di giustizia e ineluttabilità a tutto ciò che si sta per dire.

E’ una frase che ricorda la rucola di Aldo, Giovanni e Giacomo: infida e bastarda.

 

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  1. ottimo post con relativa spiegazione per chi non avesse afferrato il suo senso.
    Mi è piaciuto molto questo dialogo a effetto tra pensieri e parole.
    O.T. sto preparando il nuovo calendario di giugno per te avreoi riservato la data del 19 giugno.

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