TRA POSTURA E IMPOSTURA

“Da oggi lavoreremo sulla migliore postura”.

Furono bene o male queste le parole del maestro prima di cominciare la lezione di educazione fisica.

“Oggi abbiamo lavorato sulla migliore impostura”.

Furono bene o male queste le parole che Enrico pronunciò alla mamma all’uscita della scuola.

Non vi dico la faccia della madre quando il cervello decifrò il messaggio proveniente dalla bocca del figlio.

“Su cosa avete lavorato?” domandò la madre con un tono severo.

Enrico alzò lo sguardo verso quello della mamma:

“Sull’impostura”.

I telefoni delle mamme della classe cominciarono a squillare. La mamma di Enrico si ritrovò in prima fila nella crociata contro il maestro.

Le altre mamme buttarono benzina sul fuoco, anche perché altri figli avevano capito male.

“Sì mamma”, disse la figlia di Eleonora. “Abbiamo fatto tantissimi esercizi sull’impostura”.

In breve l’esercito delle madri preparava l’offensiva.

Un drappello di soldatesse si riunì davanti alla scuola chiedendo un colloquio con il direttore scolastico.

“Ma non avrete capito male?” cercò di giustificarsi l’alta carica della scuola, prendendo tempo.

“Vogliamo che il maestro sia allontanato dalla scuola per qualche giorno. Che imparasse a ragionare sulle proprie funzioni. E dire che l’educazione dovrebbe partire dalla scuola…”

“Dalla famiglia” insinuò il direttore prima di essere soverchiato da sguardi feroci.

Una mamma, presa dalla situazione, attaccò come un carro armato:

“E pensi, illustrissimo direttore, che da qualche tempo mio figlio racconta un sacco di bugie. Ovvio che se gli insegnate l’impostura!”

“Ah, se è per questo”, disse un’altra. “Se è per questo mia figlia ha cominciato con certi sotterfugi… Ogni giorno medita imbrogli e raggiri che nemmeno un adulto riuscirebbe ad escogitare.”

Fu convocato il maestro.

Il direttore scolastico provò ad indagare, prendendola alla larga, ma le mamme andarono subito al sodo:

“Lei ci vuole rovinare” dissero quasi all’unisono.

Il maestro basito cercò di capire.

“Ma le sembra il caso di insegnare l’impostura?”

Il maestro alzò le spalle senza rendersi conto del gesto, in fondo lui si sentiva estraneo, ma quel gesto aizzò l’esercito che con urla da gendarme si scagliò sul malcapitato.

“E quando avrei insegnato l’impostura?” disse sostenuto, cercando di giungere all’orecchio di qualcuna, visto che la maggior parte di loro sovrastava la sua voce.

Il silenzio si impose dopo una manciata di secondi, quasi come un riflesso condizionato. Per le grida non avevano sentito le ultime parole del maestro e quindi le soldatesse si erano zittite in attesa della replica. Il maestro abbassò la voce e ripeté le parole.

“Ieri” disse la mamma di Enrico. “Proprio ieri avete lavorato sull’impostura”

Il maestro scosse la testa quasi compiangendole, e poi disse:

“Si dà il caso che ieri abbia lavorato sulla postura”. Poi, tronfio, aggiunse:

“Ma voi, sapete o non sapete che lezioni hanno i vostri figli? Credo sia difficile nell’ora di ginnastica lavorare sull’impostura” e scoppiò a ridere.

La mamma di Enrico sbiancò. Le altre scossero la testa e la guardarono come si guarda la più stupida del gruppo.

L’esercito si dileguò, salvo poi ricomporsi all’uscita della scuola, questa volta contro la mamma che aveva cominciato l’offensiva.

Tra postura e impostura nessuno ci aveva capito più niente.

di Stefano Re

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  1. racconto non troppo lontano dal vero. Le mamme sono un esercito vociante che spesso manco ragionano.
    Bravo.
    O.T. Sto organizzando il calendario di luglio. Per te avrei riservatop la data del 3 luglio. Va bene?

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