Disegna la tua storia con un’immagine di Etiliyle – La strada

Etiliyle sforna ogni giorno immagini entusiasmante e ogni tanto le prendo a prestito per costruire delle ministorie che hanno come sfondo Venusia e i suoi abitanti.

Buona lettura

Un viale alberato porta il raro turista nel centro di Venusia. L’acciottolato non è il miglior viatico per chi arriva da fuori. È talmente sconnesso e infido che nessun venusiano si sogna di passare nel centro della via. Si tiene prudente sui bordi dove c’è la terra battuta.

«Meglio il fango» dice sempre Ermete, che lo deve percorrere per raggiungere Sghego, «piuttosto che lo scivoloso ciottolo di fiume».

Questa è l’unica strada lastricata in questa maniera, le altre usano sanpietrini o piccole lastre d’ardesia. Eppure il colpo d’occhio è magnifico. Una fila di platani stanno ai suoi lati, che nel periodo estivo formano una cupola di verde. Un tunnel che ripara dal sole cocente dell’estate e mitiga la calura.

Quello che nessun venusiano sa è il motivo dell’uso del ciottolo di fiume, visto che di vie d’acqua nelle vicinanze non ce ne è nemmeno l’ombra. L’unica è un torrentello che accompagna il viandante verso Ludi. D’inverno ghiacciato, d’estate secco o quasi. Solo in primavera e autunno si sente il gorgoglio dell’acqua che scorre fra piccoli massi.

Nessuno a Venusia ricorda quando hanno lastricato questo viale e neppure conoscono la provenienza di questi ciottoli di fiume, scomodi per chi cammina a piedi, pericolosi per chi va in bicicletta. Di auto ce ne sono poche e nessuno si azzarda di passare di lì. A parte il rumore la macchina sembra tarantolata tra sobbalzi e vibrazioni del volante.

Il ciottolo sporge dalla terra per diversi centimetri e tra l’uno e l’altro c’è un bello spazio. Qualche venusiano ha proposto di levarli mettendo al suo posto sanpietrini oppure ricoprendo di macadam il fondo stradale. Non sarebbe stato l’optimum ma di certo migliore dell’attuale ciottolo di fiume. Però i venusiani piuttosto di lavorare per cambiare la pavimentazione hanno preferito lasciare tutto com’è.

Così questa magnifica strada alberata rimane silenziosa e percorsa da poche persone, perché quasi tutti preferiscono fare un giro vizioso per raggiungere il centro paese.

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