PERDERE

Piera girava nel parco in cerca di qualcosa.

“Cosa hai perso questa volta?” le chiese un tale che la conosceva fin troppo bene.

“Ho perso l’accento” rispose lei mentre infilava le mani in un cespuglio.

“L’accento?”

“Sì, da quando mi sono trasferita dalla Sicilia, ho perso l’accento”.

Il tale la guardò scuotendo la testa. Al suo fianco nel frattempo si erano riunite altre persone:

“Che sta facendo?”

“Ha perso l’accento”.

Tutti si misero a cercare.

“Scusi, ma cosa ci fa con l’accento?” chiese uno con un solo capello in testa. “Io persi i capelli tanto tempo fa, ma non li ho mai cercati”.

“Forse perché ne ha ancora uno?” domandò Piera senza dar troppo peso alla sua domanda.

“Si figuri – disse un altro, – io persi la memoria qualche anno fa, anche se non ricordo bene dove”.

“Ma l’accento è diverso” sentenziò una signora che teneva il cane in braccio, facendo l’occhiolino a Piera.

“Io invece ho perso un dente quattro anni fa, e fu una grazia, perché appena persi anche le dita della mano destra, cominciai a far fatica a fumare e non sapevo più come fare. Poi un tipo mi ha detto di infilare la sigaretta nella fessura tra i denti, e ho risolto i miei problemi”.

“Scusi se glielo dico, ma lei è davvero un tipo distratto” intervenne il tale con un solo capello in testa.

“Un po’ di silenzio, per favore. La ragazza ha perso l’accento” disse un signore con la sciarpa attorno alla vita. “Meglio aiutarla anziché raccontare di voi”.

“E lei? Cosa ci fa con la sciarpa attorno alla vita?”

“Nulla, ho perso la cintura”.

“Crede di ritrovarlo l’accento?” chiese un giovane che aveva appena perso la trebisonda e si sentiva sperso.

Piera si girò di scatto verso la provenienza della voce e poi rispose:

“No, ma almeno mi sembrerà di non tradire le mie origini”.

“E io che ho perso i capelli?”

“Tranquillo, non si fasci la testa, sta bene anche senza” rispose Piera con un sorriso.

“Piuttosto, aiutiamo questo giovane a ritrovare il controllo, perdere la trebisonda è assai pericoloso”.

“Cosa avete perso?” chiese quello che aveva perso la memoria.

“Io mi sono persa in un bicchier d’acqua” disse una donna con il salvagente alla vita.

“Beh, l’importante è ritrovarsi” fece uno che passava di là.

(di Stefano Re)

 

N.B.: Perdere la trebisonda è un’espressione della lingua italiana, abbastanza frequente nel lessico colloquiale e letterario, con cui si intende perdere il controllo, essere confusi e disorientati.

All’origine vi sarebbe il fatto che la città di Trebisonda (in turco Trabzon), affacciata sul Mar Nero, nell’antichità fu una sorta di faro per tutti i naviganti che viaggiavano sulla rotta tra Europa e Medio Oriente.

  1. bello questo racconto dove tutti hanno perso qualcosa che in qualche modo vorrebbero recuperare.
    Sempre bravissimo nello scrivere questi racconti.
    O.T. ilmese di marzo comincia col primo vuoi essere il primo?

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