Pausa pranzo

Finalmente alle 13.23, la giovane donna con la frangetta riesce a chiudersi alle spalle la porta dello studio dove lavora da un paio di anni. Appena fuori dal portone inspira una lunga boccata d’aria e libertà per cancellare dalla mente lo stress di quella mattina che – tra trilli del telefono, pazienti impazienti e medici con i nervi a fior di pelle – sembrava non finire mai.
Incamminandosi decide di fermarsi a pranzare al “Piccolo sogno”, il bar lì vicino. Sceglie di sedersi all’unico tavolino  rimasto libero all’aperto: la giornata è calda e luminosa e lei di esser circondata da mura non ne ha per nulla voglia. Per di più, gli ombrelloni arancioni che riparano dal sole le fan ricordare l’agognata spiaggia che potrà raggiungere solo tra un paio di mesi.
Al cameriere ordina ananas con prosciutto e mezza minerale naturale a temperatura ambiente. Poco più in là, una coppia di fidanzati appoggiati al muretto di recinzione di una villa liberty  stanno mangiando un cono gelato stuzzicandosi a vicenda, ridendo e perdendosi l’uno negli occhi dell’altra. Lei, dietro gli occhiali da sole neri, li osserva e sorride con l’amarezza del rimpianto, pensando alla sua storia d’amore finita già da un po’ eppure così difficile da dimenticare.
L’arrivo dell’ordinazione la distoglie dal malinconico pensiero facendole girar lo sguardo avanti a sé e…  ecco che lo vede avanzare verso di lei con passo deciso, felpato, elegante come il suo abito bianco impeccabile. Silenzioso. Senza un cenno né chiedere il permesso le si siede accanto sfoderando un’irresistibile sorriso sornione.  Impietrita, affascinata dal suo fare risoluto, stregata da quegli occhioni di giada che non han smesso un attimo di puntarla, riesce solo a sussurrargli:
«Chi sei, splendido straniero?»
Lui non fa una piega né emette suono.  Poi, continuando a fissarla, si passa appena la lingua sotto il paio di baffi da Guinness.
La donna sembra ipnotizzata. Non si guarda nemmeno attorno. Con due dita prende una fetta di prosciutto dal suo piatto e, dolcemente, gliela avvicina fino quasi a imboccarlo.
Lo straniero inclina la testa da un lato, ringrazia con un cortese «Miaaooo!» e,  addentato il bottino, scappa a divorarlo chissà dove.

  1. che gatto! Altro che Don Giovanni e Casanova messi insieme!
    Bello il racconto e stupendo il finale. Brava
    O.T. per marzo ci sarebbe pronta la data del 8 marzo – una coincidenza? La festa della donna! – Cosa ne pensi?

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