Disegna la tua storia con Elena Ferro – Ciao mamma, ciao papà…

Elena Ferro bravissima blogger delle Volpi ha pubblicato un post con un racconto che nasce da un esercizio tratto da un testo di Alberto Siani “Corso di scrittura creativa. La grammatica dell’anima”. Uno degli esercizi proposti era di partire da un’immagine del grande Andrea Pazienza, fumettista italiano straordinario, scomparso troppo presto. Immagine che vi ripropongo.

Ovviamente la mia interpretazione è diversa da quella di Elena. Buona lettura.

Il postino suona due volte. La prima per dire che c’è posta e poi per sollecitare Amelia a venire a ritirare la busta.

«Arrivo, arrivo» urla Amelia che trova strano che il postino suoni due volte. È talmente raro ricevere posta che si chiede chi possa aver scritto a loro.

“Mia sorella Anna, no di certo” riflette ciabattando verso la porta. “Era di poche parole quando abitava con me e i nostri genitori. Figuriamoci ora che se ne è andata a Ludi. Non ci ha detto nemmeno che si è sposata e sono diventata zia di due gemelli”.

«Amelia c’è posta per te» fa il postino allungando una busta un po’ spiegazzata, quando compare sull’uscio.

«Chi scrive?» chiede stringendo gli occhi. Non riconosce la scrittura. Caratteri in stampatello e nemmeno troppo belli.

Gira la busta ma è bianca. Nessun mittente. Davanti c’è scritto

AMELIA E DARIO FREGONI

VIA DEI TIGLI, 16

VENUSIA

Amelia è curiosa di aprirla ma lo vuol fare con Dario, suo marito, perché c’è anche il suo nome sulla busta.

La posa sulla console nell’ingresso e aspetta il suo ritorno per il pranzo.

«È arrivata posta per noi» fa laconica senza muovere un muscolo facciale, mentre dentro di sé è un tumulto misto di curiosità e dubbi.

Dario osserva la busta, poi posa lo sguardo sulla moglie. Trova strano che non l’abbia aperta. Corruga la fronte e stringe le labbra, perché suppone che non contenga nulla di buono. Sente un formicolio sulle punte delle dita che lo induce a pensare male.

«Non l’hai ancora aperta» dice, mentre appende lo spolverino all’attaccapanni senza distogliere lo sguardo dalla moglie.

«Aspettavo te» afferma increspando le labbra.

Dario non capisce ma finge di aver compreso il messaggio dinAmelia. Prende il tagliacarte e apre la busta. Dal suo interno estrae un foglio a righe, come se fosse stato strappato da un quaderno di scuola.

Si rabbuia e senza dire una parola lo passa ad Amelia.

«Ciao mamma, ciao papà. Sono tornato per sempre, ho finito di scherzare, di drogarmi, di frequentare brutta gente. Sono qui per restare, per mangiare con voi, per chiedervi i soldi del cinema, per essere svegliato ogni mattina, perché mi compriate i vestiti che volete. Con le camice stirate. Le camice! Voglio la mia stanzetta e farmi degli amichetti nuovi e venire al mare con voi, solo se son buono!»

Comincia così la lettera che Bruno ha scritto ai suoi genitori, implorando il loro perdono, dopo essere scappato da Venusia inseguito dal demone della trasgressione.

«Vi ricordate? Era estate, eravamo in campagna e mi mettevate gli orecchini di ciliege…».

«E come no» sbotta Dario sbuffando. Ricorda sì quanto li ha fatti dannare prima di sparire.

Bruno è l’unico figlio e avrebbero sperato che diventasse dottore. “Invece…” sospira la donna con gli occhi lucidi nel leggere quell’appello accorato del figlio.

«Ti sei mozzata la lingua?» dice velenosamente Dario che, al pensiero di avere tra i piedi quel figlio che ha dato loro sono dispiaceri, lo fa incupire.

«No» ribatte con voce dolce Amelia.

«Sono cambiato. Riconosco di avervi dato più dispiaceri che soddisfazioni ma sento il bisogno di chiedervi perdono e di farmi accettare di nuovo a casa con voi. Domani mi metto in cammino ed entro tre giorni busso alla vostra porta…».

Dario allunga il collo e legge la data. Impallidisce: è di tre giorni prima. “Dunque tra poco lo sentirò bussare alla porta” riflette inquieto. “Che faccio? Lo caccio oppure lo accolgo come il figliol prodigo?”

Dario agita le mani per dire che è inutile proseguire la lettura.

«Ciao mamma, ciao papà! Sono tornato e per sempre» urla Bruno dall’uscio socchiuso.

  1. Bella storia, ma è a puntate! Mi hai fregata, non vale! (ma grazie per aver accettato la sfida, sono contenta che diventi un meme)
    Attendiamo il resto perché così non può finire, non sappiamo se Amelia lo accoglie oppure no…

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