CHE PASTICCIO!

“Cosa diamine hai messo sugli occhi? Vatti a lavare, che sembri un pagliaccio da circo.”
“Non è vero, guardami bene…”
“Ti ho visto. Sei ridicola.”
“Questo lo dici tu! Anna e Martina lo fanno ogni giorno, e vengono truccate anche a scuola.”
“Te l’ho già detto un sacco di volte: di ciò che fanno gli altri, non me ne frega niente!”.
“Invece a me interessa, e eccome!”
“Ehi, voi due, cosa succede? Perché litigate?”
“Come al solito il Papà non capisce proprio un cavolo.”
“Ah, sì? Sarei io a non capire mai niente? Abbassa subito il tono, bellezza, se non hai intenzione di finire male. Guardala! Si è messa in faccia tanta di quella roba che sembra una prostituta. Basta, ho perso la pazienza. Va’ subito a lavarti la faccia.”
“Mamma, chi è una prostituta?”
“Lascia perdere tuo padre. Voltati, così posso giudicare il lavoro.”
“Certo. Ecco, mamma. Ti piace?”
“A dire il vero, trovo che tu abbia un po’ esagerato con l’ombretto.”
“Solo con l’ombretto ha esagerato? E il rossetto, quella roba spessa e inguardabile lì, per te va bene?”
“Gino, calmati. Non fare il retrogrado!”
“Retrogrado un paio di balle! Qui sono l’unico che lavora tutti i santi giorni, e che ne vede di tutti i colori. E’ pieno, in giro, di quelle ragazzine lì, messe così, con la faccia pittata, e che si atteggiano da prime donne lanciando occhiatine languide a tutti i maschietti. Ammettilo, puoi dirlo al tuo paparino: c’è qualche bel tipetto che ti fila, non è forse vero?”
“Gino, smettila! Può darsi che Sara voglia solo sentirsi più grande.”
“Già. Lo sai, io credo agli unicorni!”
“Io non mi lavo!”
“Allora, oggi tu non esci di casa,”
“Mamma, per favore, dillo tu a papà: sono grande ormai, ho già dieci anni.”
“Vieni qui, mi farebbe piacere poterti guardare da vicino.”
“Eccomi, mamma.”
“Dopo aver steso l’ombretto devi imparare a sfumarlo bene. Puoi prendere un pennellino dei miei, quelli nel barattolo poggiato sulla mensola della specchiera, e poi lo passi sulla palpebra, sempre dal basso verso l’alto. Se hai voglia di lavarti la faccia, ti insegno io.”
“Brava, complimenti!”
“Su, Gino. E’ solo un po’ di trucco, non è mica la fine del mondo.”
“Già, ma da qualcosa bisogna pur cominciare. Non lamentarti con me se entro due mesi ti chiederà la pillola.”
“Cos’è la pillola?”
“Te lo spiega tuo padre.”
“Sicuro, te lo spiegherò più avanti, il giorno che ritirerò l’assegno della mia prima pensione.”
“Davvero mi truccheresti, mammina?”
“Certo. Va’ subito a togliere questo pasticcio. Intanto io cerco un magnifico ombretto argentato e un dolcissimo lucidalabbra alla pesca.”
“Mhm, sono proprio contenta. Io adoro la pesca, che bello! Vado e torno, sarò velocissima”.

  1. Simpatico duetto tra la madre che prima sgrida la figlia ma poi la difende dal padre.
    Chi ha ragione? Boh! Certo che a dieci anni…
    Bello il post.
    O.T. per ottobre se ci sei è pronta per te la data del 28 ottobre.

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