DESMENTEGA’

Per gli amici del Caffé propongo il primo capitolo del mio nuovo romanzo per ragazzi, pubblicato a puntate sul un settimanale di zona e presto come libro. (S.Re)

In un istmo di terra tra i paesi di Gaggiano, Vigano Certosino e la piccola frazione di Barate, sorgeva un borgo che dai tempi che furono veniva chiamato Desmentegà.

Qui ci viveva una trentina di persone e tra queste un ragazzino di nome Cristian, non l’unico ma quasi. Era un dodicenne simpatico, alto quanto basta per risultare basso, magro abbastanza da non sembrare smilzo e con un collo così lungo da sembrare una giraffa. Per fortuna che la testa era regolare, con due orecchiette proprio a posto, il naso perfetto e gli occhi vispi e azzurri come quelli di suo nonno. La bocca era minuta, con due labbra rosse come un rapanello e con la parola sempre pronta e gentile. Simpatico come un giullare di corte.

Gli altri paesani erano tipi particolari e molto distratti. Difficile a credersi, ma a Desmentegà  tutti perdevano qualcosa, e ogni volta che perdevano una cosa, si giustificavano con una prevedibile domanda:

-Chissà dove l’ho dimenticata?

Gaggiano, quel piccolo comune tagliato in due da un corso d’acqua chiamato Naviglio Grande, viveva con un certo fastidio quel pezzo di terra, lo viveva come se fosse un oltraggio alla proverbiale efficienza dei Lombardi, e quindi tendeva ad isolare quella lingua di terra dove scordarsi le cose era la regola. Non che gli altri paesi confinanti tollerassero quel vezzo, piuttosto facevano di tutto per relegarlo al di fuori dei propri discorsi. Sentivano il senso riprovevole della vergogna.

Ma a Desmentegà la vita andava avanti comunque, perché ci si abitua facilmente alle cattive abitudini fino a trasformarle in norma, un alveo dove tutto scivola come se fosse la regola. E spesso il disordine è un’opportunità su cui costruire.

(Stefano Re)

  1. interessante questo incipit. Promette bene. Non solo per i ragazzi ma anche per noi adulti.
    O.T. per non far parte di questo strano paese 😀 la data del primo novembre, la festa di Ognissanti va bene?

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