SURREALE

Erano da poco passate le quattro del pomeriggio e fuori c’era un freddo che faceva battere i denti.Lo capì quando uscì a raccogliere un vaso spinto dal vento e si ritrovò a raccogliere anche una decina di denti.Imprecò come non aveva mai fatto nella sua vita. Fece cadere il governo sbraitando contro i politici proprio perché la nonna era stata chiara: “lascia stare i santi”. Il popolo , afflitto da una crisi economica di proporzioni surreali, cominciò ad assaltare il parlamento e se la prese con i commessi che non volevano farlo entrare: “C’è il Covid, misuratevi la febbre!” Lo dissero al plurale perché il popolo è singolare solo quando ha la pancia piena. C’era una fiumana di gente che sbraitava, con la mascherina che scendeva dal naso ad ogni insulto e i commessi che chiedevano di rimettersela a posto. Uno gridò: “ma non è carnevale” e l’altro rispose: “ogni scherzo vale”, anche se non c’entrava nulla. Arrivò tutto il personale medico dell’Ospedale Spallanzani e la gente si divise come il mare davanti a Mosè.”Che fate?” disse il primario di pneumologia. “Niente” risposero tre o quattro all’unisono. “Davamo fiato alla bocca” disse uno facendo il gradasso. “Bene, allora non avete bisogno dell’ossigeno, visto che lo sprecate in proteste” rispose il vice primario schiaffando poi la lingua in bocca, ad una infermiera calabrese per almeno quindici minuti.”Lei è pazzo!” recitò un commesso parlamentare votato con scambio di voti e di merendine al posto di un’addetta alle pulizie della camera del governo che puzzava di stantio. La camera, non l’addetta.Fu un tripudio di applausi e di urlacci contro Dio che ahimè non c’entrava nulla con la situazione; ma si sa che quando non si sa che dire, Dio è sempre alla portata di tutti. Proprio di tutti, anche di quelli che non hanno nemmeno avuto il tempo di chiedere perdono ai familiari, perché il brutto di questo periodo è che mentre noi pensiamo ai fatti nostri (leggi interessi), qualcuno muore solo.

Stefano Re

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