Racconti impossibili – una storia di Canterbury – parte nona

Eccomi con una nuova parte di questo fueuilleton non troppo brillante. Se volete leggere anche le altre le trovate qui.

Una notte magica San Giovanni

Un sorriso sbilenco, quasi un ghigno di perfidia, comparve sul volto del frate per un attimo prima di riprendere il solito aspetto.

Dunque questa è la famosa Maria Agnes” borbottò in maniera impercettibile, mentre la squadrava. Se l’era immaginata diversa. Piccola e minuta con i capelli raccolti a crocchia invece era un donnone grasso con il petto che faticava a restare nel corsetto. A ogni respiro al frate sembrò che scoppiasse ma invece tendeva ancor di più la stoffa restando al suo posto. Il mantello era di seconda mano, quello che le dame scartavano a inizio stagione per sostituirlo con uno nuovo e adeguato alla moda di quell’anno. Sicuramente era stato a suo tempo un discreto capo ma adesso mostrava l’usura del tempo.

Il frate rimase a osservarla per qualche attimo prima di riprendere a parlare.

«Lavorate con damigella Gwen?» Chiese con tono mellifluo, trattenendo a stento una risata.

Maria Agnes fece una smorfia tra il disgusto e l’offesa. Chiedendosi se questo frate fosse poi così importante.

«No» fu la risposta seccata. Avrebbe voluto non spiegare dove lavorava ma il silenzio del frate la indusse a precisare. «Sono la tutrice di maestro Glovine. Il maestro è cieco e io lo accudisco in ogni sua necessità».

Frate Ethan sgranò gli occhi per la sorpresa, come se ignorasse chi era Glovine.

«Un incarico di tutto rispetto. Ma chi è maestro Glovine?»

Gwen assisteva alle schermaglie dialettiche tra il frate e la donna, cercando di trattenere le risate ma sorrideva compiaciuta per l’abilità di Frate Ethan nel condurre la conversazione.

Maria Agnes stava per replicare ma il frate la precedette.

«Io vengo da Canterbury e, a parte King James, non conosco nessuno a Maidstone». Gettò con noncuranza il nome del re facendo intendere di avere rapporti stretti con lui.

«Dunque ignorate che maestro Glovine è il bibliotecario del nostro amato re?»

Frate Ethan scosse il capo in segno di diniego e fece tintinnare la borsa coi pezzi d’argento legata a mo’ di cintura sotto il saio.

Negli occhi cisposi della donna leggermente sporgenti spuntò una luce ascoltando quel rumore che amava tanto. E continuarono a brillare anche quando quel suono svanì nell’aria.

«Dunque ignorate che maestro Glovine vive in un palazzo tutto per sé immerso tra i suoi libri?» Ripeté con voce incredula che la fama del bibliotecario non avesse raggiunto Canterbury.

«Madonna» e fece una pausa per sottolineare che la riteneva di un rango più elevato che essere la semplice fantesca del bibliotecario.

Il frate aveva sollecitato la vanità della donna che sorrise mostrando una dentatura tutt’altro che perfetta per dimostrare che aveva apprezzato il complimento. Gwen si coprì la bocca per nascondere l’ilarità che suscitava in lei questa schermaglia. Frate Ethan poté notare che i denti della ragazza erano di certo migliori di quelli di Maria Agnes.

Adesso che aveva solleticato la vanagloria della donna, doveva agire sulla sua avidità per i pezzi d’argento che aveva fatto tintinnare.

«Madonna, un palazzo tutto suo? Allora è ricco maestro Glovine».

Maria Agnes rise mostrando i denti anneriti dalla poca pulizia. L’alito era pesante per le carie e il cattivo cibo. Frate Ethan trattene una smorfia di disgusto per l’afrore che usciva da quella bocca. Si mostrò attento a quello che diceva la donna.

«No! Lui custodisce la biblioteca del nostro amato re. La tiene in ordine e ogni tanto riceve qualche studioso venuto a consultare qualche libro»

Il frate finse ancor più attenzione alle parole della donna. Fece tintinnare di nuovo i pezzi d’argento, questa volta con maggior vigore. Aveva compreso che era un esca saporita e invitante per catturarla.

Doveva parlare assolutamente col bibliotecario cieco.

«Ma se è cieco come fa a tenere in ordine i volumi? Usa forse qualche tecnica segreta?»

Maria Agnes proruppe in una risata stridula che fece girare diversi passanti che casualmente transitavano lì.

«No, no! Non avete capito nulla. Maestro Glovine conosce a memoria tutti i libri e la loro dislocazione. Se sono in una posizione non raggiungibile chiede il mio intervento». Spiegò la donna con ampi gesti della mano.

«Mi dovrete scusare ma non comprendo in quale maniera possa gestire una biblioteca, specialmente quando arrivano nuovi tomi».

Maria Agnes assunse la posa della maestra che sale in cattedra per spiegare agli alunni la lezione.

«Io l’aiuto a sistemare i libri, seguendo le sue indicazioni. Madonna Alissa de Courtney legge le pagine quando maestro Glovine vuol conoscerne i contenuti. Io non so leggere né scrivere».

Frate Ethan allungò una mano sotto il saio per prendere qualche pezzo d’argento che lucicò sotto il debole sole che era spuntato tra le nuvole grige. Con un’abilità da giocoliere li fece sparire nell’altra mano.

Agli occhi avidi della donna non era sfuggita la mossa e si torse le mani, umettando con la lingua le labbra.

Gwen che seguiva i loro discorsi senza perdere una sillaba, comprese che la donna tra un po’ avrebbe avanzato la sua proposta.

«Mi sembra un uomo erudito e fuori del comune maestro Glovine. È un peccato non poter parlare con lui». Disse con tono distaccato frtae Ethan mentre ricomparivano i pezzi d’argento.

Maria Agnes continuò a umettarsi le labbra con gli occhi che brillavano per la cupidigia.

«Se volete conoscerlo…» e fece una pausa. «Potrei organizzare l’incontro, anche se il nostro amato re punisce questa trasgressione…».

Il frate sorrise e mostrò sul palmo della mano tre o quattro pezzi d’argento.

«Beh! Se ne aggiungete un altro paio, posso vedere di organizzare l’incontro. Sapete che rischio il posto se lo viene a sapere qualcuno».

Il frate rimase impassibile senza rispondere allungando i quattro pezzi d’argento alla donna. Poi quasi sibilando, aggiunse: «Altrettanti quando vedrò maestro Glovine».

Come un uccello rapace che afferra la preda, così Maria Agnes artigliò il denaro facendolo sparire nell’incava del seno. «Presto avrete mie notizie tramite la nostra Gwen» e si allontanò con la ragazza.

Frate Ethan sorrise sicuro che nel giro di un giorno avrebbe visto il bibliotecario cieco, che a quanto pareva sarebbe stato un preziosa miniera di informazioni.

Ormai era l’ora sesta e un certo languorino si stava facendo sentire. A passo deciso si recò Al cervo d’oro, che era diventato il posto preferito per pranzare.

Stay tuned for next Episode.

  1. nuovo personaggio in entrata! mi incuriosisce questo cieco che tiene in ordine un’intera biblioteca reale… sarà davvero cieco?
    (mi fa ricordare Jorge da Burgos de “Il nome della rosa”)

    Attendo il seguito… 😉

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