Il Seme come Insegnante (2 parte)

Come promesso metto in stampa la seconda parte del racconto, scusandomi con i gentili ospiti per il ritardo. A mia discolpa posso dire che ho avuto una giornata difficile e solo ora ho avuto accesso al pc. Sono dispiaciuto dell’accaduto e spero di poter avere la vostra comprensione. Garzie ancora per la pazienza.

Sistemati gli occhiali, la Atto fissò con sguardo inferocito il collega, gli strappò letteralmente di mano il sacchetto che ancora stringeva e si concentrò sull’etichetta: il cerchio di stelle in campo blu dell’Unione Europea, una bandiera a strisce orizzontali, il logo della ditta produttrice, la dicitura Made in Nederland e infine, tradotto in quattro lingue, il nome del prodotto: Oregano.

– Ma è origano ! – esclamò.

Lo stupore iniziale, sul volto della Atto si trasformò in un sorriso e poi in una risata  liberatoria.

– Certo che è origano, che cosa credevi? Che fossero semi di cannabis? O spore di peyote, forse? – ribatté piccato il collega.

Il professor Innavo, dal suo punto d’osservazione, sbuffò per liberare la tensione accumulata.

Anche lui aveva immaginato che il sacchetto contenesse sostanze illegali, data l’agitazione del collega di scienze e lo spirito combattivo con il quale si era espresso. Già aveva visto le Autorità fare irruzione nella scuola, perquisire le aule, denunciare il fattaccio e consegnarlo così all’inevitabile gogna mediatica. Il buon nome della scuola e quello dei docenti sarebbero finiti nel fango; la sua specchiata carriera sarebbe stata fagocitata dall’infamia. A quel punto, sentì l’obbligo di intervenire; lo richiedeva la sua anzianità professionale.

Doveva essere autorevole nel fermare quel chiaro sproloquio che stava smascherando una pericolosa deriva autoreferenziale: il professor Marcello Ollecra sembrava più interessato al suono della propria voce, che a trasmettere il sapere ai suoi allievi.

E lui era o non era il più anziano del corpo insegnanti? Dunque doveva dare un esempio, lasciare una traccia che non fosse solo una reprimenda; doveva dare un segno positivo e sperare di invertire quella deriva, o almeno fermarla.

Si staccò dallo stipite e si portò a capo del lungo tavolo.

– Marcello, – cominciò, – ti do del tu perché questo è il momento e non credo ce ne saranno altri.  I ragazzi a questa età sono strani: teste piene di vento, ma a loro modo curiosi come scimmie. Sfruttala questa curiosità, facendo piantare loro codesti semi e non solo origano, ma  anche menta, timo, basilico ad esempio. Suggerisci loro di tenere un diario riguardo innaffiatura, esposizione, il micro clima della classe. Come se fossero in qualche modo responsabili, di un loro laboratorio scientifico.

Avvicinali alla scienza, in modo intelligente; non seguire la facile via degli slogan o le chimere dell’utopia. Persegui risultati concreti; a volte basta un seme e la voglia di farlo crescere, di vederlo spuntare, coltivando la speranza che quel seme e i nostri sforzi renderanno il mondo migliore di com’era prima.

I due giovani insegnanti fissavano attoniti l’anziano collega: era una rivelazione per entrambi. Avevano incontrato Giovanni Innavo ai consigli di classe; un uomo schivo, introverso, non propenso alle confidenze, ai sorrisi. Lo consideravano un maestro nelle sue materie, invece aveva appena dimostrato di essere anche un maestro di vita, una vita possibile, fatta di tanti semi da lasciare nel solco per coltivarli o farli coltivare Marcello Ollecra si riallacciò il bottone della camicia, risistemò la cravatta e, con un accenno di sorriso, disse:

– Hai ragione professore. Attraverso la trasformazione di se stessa, la natura ci insegna a vivere e un semplice seme può diventare un prezioso insegnante.

Si, apriamo un laboratorio scientifico di classe e lo chiameremo … “ Il biodinamico della Seconda B”. Cosa ne pensate? –

Giovanni incrociò lo sguardo di Carlotta, e si trasmisero l’idea di avere creato un mostro: eco sostenibile, a impatto zero, no OGM e mentre la campanella suonò l’inizio delle lezioni, si udì chiara, la sonora risata dei due professori.

  1. colpo di scena! Solo sementi di origano ma il vecchio professore da attore maturo toglie loro la scena e dà un piccolo ma grande insegnamento di vita su cosa deve essere l’insegnante. Un maestro di vita.
    Complimenti. Veramente ben costruito.
    O.T. non sei in ritardo. Non è ancora mezzanotte 😀 Non mi pare che tu abbia risposto per il 14 aprile. Un sì, graditissimo, o un no di dispiacere.

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