L’innamorato della Luna

Ecco.
Una figurina nera e agile corre per i tetti. Una distesa di tetti in ardesia. Fino a poco prima infiammati dal tramonto. Dove va? Sale, passa da un cornicione all’altro. Fiuta l’aria, schiva i piccioni. Toh, un gabbiano. Via, via di qua, uccellaccio prepotente, ho fretta sai! Via! Oh, volato via! Bene!
Una figurina nera e agile continua a correre, lungo i tetti, lungo i cornicioni, fra le ardesie. Corre, corre, corre. Dove va? Salta di qua, gira di là. Cerca un posto. Si arrampica per i muretti. Sale su, in cima a un tetto, davanti al mare. Lì si acquatta e aspetta. Cosa rende così inquieto un sottile micio nero?
Oh, ecco, finalmente! La candida luce della Luna. Ecco il suo amore, la sua passione. La Dea d’argento era quallo che aspettava. Seduto, la testolina inclinata, la guarda e la rimira, con occhi innamorati.

E.

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