L’innamorato della Luna

Ecco.
Una figurina nera e agile corre per i tetti. Una distesa di tetti in ardesia. Fino a poco prima infiammati dal tramonto. Dove va? Sale, passa da un cornicione all’altro. Fiuta l’aria, schiva i piccioni. Toh, un gabbiano. Via, via di qua, uccellaccio prepotente, ho fretta sai! Via! Oh, volato via! Bene!
Una figurina nera e agile continua a correre, lungo i tetti, lungo i cornicioni, fra le ardesie. Corre, corre, corre. Dove va? Salta di qua, gira di là. Cerca un posto. Si arrampica per i muretti. Sale su, in cima a un tetto, davanti al mare. Lì si acquatta e aspetta. Cosa rende così inquieto un sottile micio nero?
Oh, ecco, finalmente! La candida luce della Luna. Ecco il suo amore, la sua passione. La Dea d’argento era quallo che aspettava. Seduto, la testolina inclinata, la guarda e la rimira, con occhi innamorati.

E.

Iride

Rosso.
Guardo il tramonto dileguarsi
nel serico sudario della Notte,
immagino quella tela infinita
srotolarsi e stendersi su di me
a calmare le mie ferite.

Nero.
Il manto di seta di Madre Notte
ornata di milioni di stelle,
favolosi, irraggiungibili monili,
meraviglioso fermaglio d’argento
la muta Luna, occhio galeotto.

Oro.
Capelli di Aurora fiammeggiante,
ciglia che si schiudono all’alba
profumo antico sperso nella seta,
risveglio di sogni e speranze
di desideri segreti.

03/03/2002

Limpida

Si muoveva sorpresa e perplessa, incredula del suo muoversi, limpida e innocente con sguardo cristallino contemplava il mondo a lei ignoto. Scendeva, lieve, rapida, ignara, trasparente sorrideva fresca al mondo che le si rivelava, al suo passaggio l’aria si rinnovava. Correva veloce, carezzando e sfiorando, galleggiando nell’aria fino a svanire, sorridente, nel caldo abbraccio di Madre Terra. Era una goccia di pioggia.

E.

Una quercia

Una quercia. Centenaria. Solitaria, in mezzo a un prato. Così sembra.  Fra i suoi rami ciarlano le ghiandaie. Fra i suoi rami ciarlano le cinciallegre. Di che ciarlano? Del sole e della pioggia, della luna e del vento. Della vita e della morte, della gioia e del dolore.

Una quercia. Centenaria. Solitaria, in mezzo a un prato. Così sembra.  Fra i suoi rami ciarlano le cornacchie. Fra i suoi rami ciarlano i merli. Di che ciarlano? Del tuono e della folgore, dell’alba e del tramonto. Del principio e della fine, dell’odio e dell’amore.

Una quercia. Centenaria. Solitaria, in mezzo a un prato. Così sembra. Fra i suoi rami sussurra il segreto dell’esistenza.

E.

Polvere

Fantasmi striscianti e demoni notturni
si risvegliano
dalla polvere
di un passato indefinito,
attanagliano, sussurrano,
istigano, inquietano
l’animo,
richiamano alla memoria
desideri, immagini,
volti, emozioni
celati nel buio, a forza sopiti.

Fantasmi striscianti e demoni notturni
si risvegliano dalla polvere
di un passato indefinito,
afferrano, squassano,
inseguono, mordono
l’animo,
riportano alla vita
timori, frammenti,
ferite, sensazioni
celati nel buio,
parte di me.

05/09/2016

Buongiorno a tutti, mi presento, sono E. del blog Stato Mentale. Ringrazio Newwhitebear per la cortese ospitalità. A presto.