L’ARIA DI DOLLE (da “Conglomerati”)di Andrea Zanzotto

In basso e basso e basso

lungo la stretta valle di curve e curve e curve
il tenebroso innamorato verde
che scava, bolle, eppure scorre
in mille nomi di piante
e pianticelle radicole forze
di ubertà quasi letalinfernali
o paradisiacamente maniacali –

ma sulla cima che tronca a balaustra
e in un unico fulgore aperto, illustra
tutto lo spazio, ecco leggere geometrie:
tre palazzetti tre case un campanile
e tre osterie:
vedila impavida e quasi severa
nel suo vago proporsi
a schiera, con tutti i soccorsi
di fini diciture
sparse di mutismi
e misterini ben dissimulati –
bondì, Dolle, bondì, quasi distrattamente
eterna anche se come abbandonata,
e minata qua e là
da riflessi di un nostro aldilà:
ma la tua quiddità tutto travalica
non hai bisogno d’esser nemmeno un sogno
perché sei
una cartolina inviata dagli dèi.

📷 Lucia Lorenzon Foto

Ricorre quest’anno il centenario dalla nascita di Andrea Zanzotto (1921-2011) il suo paese, Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, è a cinque km dal mio, lì ho fatto le scuole medie e le superiori. Zanzotto per noi diventa familiare fin da bambini, ne impariamo già alle elementari le poesie dialettali più semplici, ma poi ci accompagna con i suoi versi, sia dialettali, che in italiano, lungo tutta la vita. A volte “semplice”, a volte ostico ed aulico, nel suo poetare, ma sempre un grande. Innamorato del suo territorio, cui dedica molti suoi testi poetici, dedica, appunto, questo, al piccolo borgo di Rolle, da lui chiamato DOLLE, anch’esso vicinissimo a dove vivo.

Ho scelto questa poesia per accompagnare le mie foto di Rolle, luogo bellissimo e primo borgo italiano bene FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Le foto sono di maggio, fatte poco prima di un temporale, ma fotografo Rolle in ogni stagione, perché è sempre un incanto: “Una cartolina mandata dagli Dei”, come dice Zanzotto.

Lucia Lorenzon, 23 giugno 2021

Volti astratti di donna

Dovevo pubblicare ieri, di nuovo non arrivo puntuale e di nuovo mi scuso con Gian Paolo. Vi lascio quattro miei nuovi lavori: volti astratti di donna.

La mia passione per la poesia, e la scrittura in genere, sta vivendo una pausa, in favore di disegno digitale e fotografia. Per cui procedo con queste proposte.

Lucia Lorenzon, 10 maggio 2021

8 marzo, festa della donna

A tutte voi, buon 8 marzo 💛

Ad ogni donna ,
ad ogni madonna
ad ogni figlia di buona donna,
ad ogni bimba,
ad ogni ragazza,
ad ogni membro di questa “razza”,
che lotta,
che cresce,
che perde e subisce;
l’unica che partorisce.
A chi viene zittita,
a chi perde la vita
a chi viene oltraggiata,
a chi viene stuprata;
a chi viene amata e rispettata.
Ad ogni mamma
che ha concepito,
a chi questo dono
non è stato dato,
a chi vuole figli per istinto ancestrale,
e anche a chi figli proprio non vuole,
a chi li ha vicini,
a chi li ha lontani,
a chi li ha pianti ad un funerale.
A chi la mimosa
la vuole buttare,
a chi l’accetta,
con vero piacere.
Al giallo, all’azzurro
al rosa ed al nero,
ad ogni colore,
e ad ogni mistero,
di questa creatura,
di tosta fattura,
che di essere donna
ha l’immensa avventura.

Lucia Lorenzon, 8 marzo 2021

She

Arrivo un giorno in ritardo e, di nuovo, con miei disegni anziché scritti. Purtroppo oltre alla mia proverbiale distrazione il passaggio a nuovo operatore telefonico ha portato disservizi nella connessione, e pertanto nuovamente mi scuso con Gian Paolo.

Vi lascio con alcune mie figure femminili, disegni digitali, tra il minimal e l’astratto, e vi auguro, visto che l’anno è solo all’inizio, un 2021 come sperate.

Lucia Lorenzon, 7 gennaio 2021

Cartoline di Natale

Siccome in questi ultimi mesi non riesco a scrivere, se non di cose estremamente personali, vi lascio alcuni miei disegni digitali a tema invernale/natalizio, visto che Gian Paolo lascia la possibilità di esprimere la propria creatività anche in modi diversi dalla scrittura.

Con l’occasione auguro a tutti voi di poter trovare, nonostante il periodo così difficile, un momento di serenità e di tener stretta la speranza di un tempo migliore.

Buon Natale

Lucia Lorenzon, 9 dicembre 2020

Settembre

Strano mese tra dolcezza e rimpianto,
l’incertezza d’esser fine
o inizio.
L’ aria si terge,
preparando i cieli puliti d’autunno,
dimentica che sei ancora estate.
Nessun mese, fin da fanciulla,
mi ferisce tanto.
L’ estate muore, a nord,
senza consolarmi ancora di colore.
Sei il mio capodanno.
Resta la fiducia
in qualcosa di nuovo,
che profuma di buono.

Lucia Lorenzon, settembre 2020

Foto da web

La mascherina

Mi scuso Gian Paolo per il ritardo. Ecco questo scritto in rima, tra l’ironico e l’amaro.

Ho la fissa delle rime, non so se si era capito, e, certe parole, sono per me un invito.
In questi giorni ci ho pensato spesso, a crear una filastrocca, con un poco di successo.
La volevo fare con un termine che è vezzeggiativo, eppure, da un bel po’, lo si pensa in negativo.
Non lo sto scrivendo, ancora, in modo palese, ma l’avete già capito, certo non scrivo in politichese.
Sembra sia diventata un’ insopportabile tortura, “imposta” da non ho chiaro quale dittatura.
Chi ancora la porta al chiuso, o dove c’è tanta gente, oramai è considerato solo un deficente.
Una pecora senza cervello, un sacrificabile agnello, una sorta di beota che non crede che tutto gira solo intorno alla banconota.
Una strategia mondiale ha finto un virus micidiale, anzi, no, peggio, proprio lo ha creato, per fare un po’ di spazio in questo pianeta sovraffollato.
Via i vecchi, via i malati, via
i fragili e gli indifesi. Sono zavorre al piede, sono soltanto pesi.
Un po’ di pulizia come una derattizzazione, ogni nazione ha scelto, la sua via di elezione.
Se Bolsonaro dice che tanto tutti si muore,
Trump risponde di bere candeggina ogni tot ore.
Pure Johnson ci ha provato, a ripulire il Regno Unito, peccato che poi, lui stesso si è ammalato.
Magari la via giusta l’ha seguita la Svezia: “non c’è problema, vivete pure tranquilli, pazienza a chi cade, come cadono i birilli”.
Ma sì, importante é, alla fine, l’economia salvare, che cosa state lì a contar le bare.
E poi ancora credete ai numeri della Lombardia? Ai tanti morti senza accanto nessuna compagnia?
Alle zone rosse, alla val Seriana? Ma niente di più di una stagional buriana!
In Italia tutto quanto lo ha pensato Conte, il peggior genio del male, rispetto a lui, è un dilettante, il suo unico obbiettivo: un popolo ubbidiente.
Eh no, ma quelli svegli qui si stan ribellando,
lo dicono a gran voce Salvini e la Meloni, per non parlare poi dei gilet arancioni.
Diciamocela tutta, questa verità brutta, tutto quanto non è a caso partito dalla Cina, che a tutto quanto il mondo voleva vender la mascherina.

Lucia Lorenzon, 14 luglio 2020

Lucia Lorenzon

Il mangiatore di sonno

Soffro da molto tempo di insonnia, e conosco molti che ne soffrono, dedico a me stessa e a tutti costoro (magari ce n’è qualcuno anche qui fra voi) questa filastrocca “sdramatizzante”.

Questa è la filastrocca del mangiatore di sonno,
e qui ardua è la rima, mi viene sol “tonno”.
E allor me la cavo con un colpo geniale:
questa è la filastrocca del ladro seriale
di quel sonno che, se si perde, fa male.
Una notte, poi due, poi non tieni più il conto
però ti senti sempre più affranto.
Il sonno rubato
ti lascia spossato,
che sian notti in bianco,
o risvegli precoci,
diventano, a volte, ore feroci.
Non sai cosa fare,
nè cosa pensare,
ti trovi a mattina
più stanco di prima.
Quel losco tipaccio continua spietato,
a nutrirsi del sonno del malcapitato.
Bisogna fregarlo, con un piano preciso,
coltivar pensieri che portan sorriso,
o, meglio ancora, se ce la si fa,
coltivar oasi di serenità.
Sará confuso, l’ingordo mangiatore,
nel veder l’insonnia calar le sue ore.
Ripiegherá allora, il mangiatore di sonno,
magari proprio su una scatoletta di tonno.

Lucia Lorenzon, 18 giugno 2020