Il mangiatore di sonno

Soffro da molto tempo di insonnia, e conosco molti che ne soffrono, dedico a me stessa e a tutti costoro (magari ce n’è qualcuno anche qui fra voi) questa filastrocca “sdramatizzante”.

Questa è la filastrocca del mangiatore di sonno,
e qui ardua è la rima, mi viene sol “tonno”.
E allor me la cavo con un colpo geniale:
questa è la filastrocca del ladro seriale
di quel sonno che, se si perde, fa male.
Una notte, poi due, poi non tieni più il conto
però ti senti sempre più affranto.
Il sonno rubato
ti lascia spossato,
che sian notti in bianco,
o risvegli precoci,
diventano, a volte, ore feroci.
Non sai cosa fare,
nè cosa pensare,
ti trovi a mattina
più stanco di prima.
Quel losco tipaccio continua spietato,
a nutrirsi del sonno del malcapitato.
Bisogna fregarlo, con un piano preciso,
coltivar pensieri che portan sorriso,
o, meglio ancora, se ce la si fa,
coltivar oasi di serenità.
Sará confuso, l’ingordo mangiatore,
nel veder l’insonnia calar le sue ore.
Ripiegherá allora, il mangiatore di sonno,
magari proprio su una scatoletta di tonno.

Lucia Lorenzon, 18 giugno 2020

Girasoli

Vorrei regalarti un girasole.
Sono coraggiosi i girasoli,
innamorati del Sole,
lo cercano, sempre,
anche nei giorni più scuri,
quando imperversa il temporale.
Chinano il capo un attimo,
ma mai domi,
per risollevarlo, poi,
pazienti e fieri,
al riapparir di quella amata luce,
perché il Sole,
(lo sanno i girasoli),
torna, torna sempre.

Lucia Lorenzon, 4 giugno 2020

Aspetterò

Ho fatto un patto col desiderio,
che il mio corpo urla.
Aspetterà i tuoi occhi
per leggercelo dentro,
e sperando che le tue mani
segnino il mio lunare candore.
Aspetterò la tua voce
parlarmi a fior di labbra,
e morirne,
mentre già ora, lontana,
sa invadermi di brividi,
accedendo irripetibili pensieri.
Aspetterò,
prigioniera di questi tempi
che non avrei voluto vivere,
alfine, anche solo un momento,
per tener quel viso tra le mani;
sorriderti,
imbarazzata e felice,
e non dimenticarlo più.

Lucia Lorenzon, 8 maggio 2020

Un tempo nuovo

Foto di Lucia Lorenzon

Sto cercando sorrisi negli occhi, dietro a maschere di paura. Mi rincuorano piccole rughe che si accendono quando si allarga il sorriso celato.
Cerco luci in fondo allo smarrimento, mentre attendo, poggiata ad un carrello che diventa quasi scudo, segna distanze che nell’attesa  allentiamo in chiacchiere lievi, coltivando la leggerezza come un impegno.
La primavera esplode, assolata, regalandoci una bellezza che reca in sé consolazione e nostalgia, forse la notiamo fino in fondo, davvero, per la prima volta.
Il futuro é sospeso.
La speranza gioca a volte con l’illusione.
La paura é ora compagna di ogni battito di cuore.
Cerco i bambini, creature tanto forti da dover tener nascoste, inconsapevoli vincitori di un nemico che non sa radicarsi laddove il tempo non ha ancora lasciato tracce.
Scorrono i giorni.
Verrà il domani, mentre l’amore, senza curarsi di nulla, semina nel cuore il desiderio di un bacio, di un odore ancora sconosciuto, di uno sguardo in cui cercarsi.
Verrà il tempo delle lacrime non piante, di carezze a volti perduti, rimasti fermi dentro cellulari che hanno portato voci, saluti, sorrisi ed addii.
Verrà il tempo di chieder perdono, di ringraziare chi ha combattuto, chi ha vinto, chi ha perso.

Verrà il tempo.

Lucia Lorenzon, 10 aprile 2020

Tornerà il tempo

Tornerà il tempo
di sudore e grida,
di peccati capitali
da scontare insieme,
rubandosi,
ingordi,
le carni;
Il tempo
d’indecenti desideri.
Torneranno le mani
ad appiccare incontenibili incendi,
ad arcuare la schiena,
che chiederà di più,
che chiederà ancora,
e il ventre implorerà possesso.
Allora incollerò le labbra alle tue,
a ridirti,
dentro, in gola,
in un soffio gemente,
quanto amore
può stare
in un “ti voglio”.

Lucia Lorenzon, 11 marzo 2020

L’età dell’amore

Mi sarà concesso
adire a nuovi sogni,
a poesie con rime sconosciute
sentire risuonare
su altri selciati i miei passi?

Ci sarà una mano calda
da stringere lungo la restante via
e baci da poggiare, ancora timidi,
su una pelle dall’odore buono,
e ora sconosciuto?

Avrà un cuore nuovo
dove abitare
questo cuore che anela tepore,
e sa battere, inesausto,
d’emozione?

Troverà brividi e sudore,
grida da soffocare,
in una insaziabile bocca,
un corpo addosso,
cui farsi prendere,
urgente di desiderio?
Un volto, con tanti segni di vita
da carezzare?

Giochi da adulti
e risate complici
liti e silenzi
da risolvere perché “ti amo” ?

Che età ha l’amore?

Lucia Lorenzon 19 febbraio 2020

Lettera di Gioia ad un amore lontano…

Una immaginaria lettera ad un amore grande e lontano

Amore mio,

Sai… Il coraggio non era lasciarsi, ribadisci sempre che ho voluto io, pervicacemente,continuare, anche se tu sei troppo grande, anche se sei lontano.
Sì, io, con tutta me stessa, perché dovevo poterti dire e sentire l’amore fino all’ultimo momento possibile. L’amore stava nelle ore a far l’amore la sera, un tempo, ma l’amore sta in un bacio, in un cuoricino, in un ti voglio bene, in una foto, una canzone cantata a squarciagola , un abbraccio scritto, un “dammi la mano amore”, sta in un solo cuore che pulsa su WhatsApp , nelle confidenze sulle pene e sulla salute, nei ti amo al telefono, quando si può. Non so contenerlo nel cuore, tesoro, é tanto grande come un tempo, come se mai il tempo fosse passato, straripa e se non lo manifesto, soffro. È lì, intatto, adattato ai tempi possibili, ai momenti, racchiuso nelle foto, nelle poesie, nel buongiorno e nella buonanotte.
Nel tuo mancarmi sempre.
É così che ti amo. Riempiendo di tutto l’amore possibile l’attimo che ho a dispozizione, con la dolcezza nella voce, e un amore che non si contiene ma si adatta, perché l’immenso può stare anche in una faccina coi cuori, mandata perché, anche se la vita è più complicata, ha momenti di grande sofferenza (per me soprattutto in questi ultimi mesi è davvero difficile ) tu sei la luce sempre accesa, la stella guida, l’unico amore che sento scaldarmi da dentro, perché è l’unico che è entrato dentro nei meandri più nascosti di me.
Mi adatteró a quel che accade, al tempo che si ridurrà, ma ti dirò il mio amore sempre; perché sei il mio primo pensiero il mattino e l’ultimo la sera e quello che mi accompagna in ogni cosa che faccio, sempre lì, perché io sono cosí. Io so amare così. E se fossi diversa non sarei la Gioia che hai amato, e devo dirtelo l’amore.
Devo dirtelo.
Per favore non aver fastidio per queste parole, non sentirlo troppo questo amore, è così bello per me amarti tanto, non sono parole che criticano te, sono solo una dichiarazione d’amore.
Solo una dichiarazione d’amore.
Ciao tesoro.
Tua, sempre e per sempre,

Gioia

Ti faccio un regalo

Ti faccio un regalo,
sai dentro che c’è?
Tutte le cose più difficili di me;
ci son ansie, tristezze e paure,
del mondo le subite brutture,
l’accidia che spesso mi coglie,
le perdite delle mie battaglie.
C’è la mia incapacità di perdono,
verso chi doveva capire chi sono,
le urla che non so trattenere,
contro chi, oramai, non sa più di ferire.
C’è un corpo che ho maltrattato,
troppo spesso non l’ho rispettato.
C’è del male subìto il fragore,
i dolori del corpo e del cuore.
Ma non è tutto qui il mio regalo,
c’è, sotto tutto questo, del buono.
C’è la parte migliore di me,
nata quando hai accolto il brutto di me.
Ci son sogni, disegni, poesie,
ci sono tutte le mie fantasie,
e speranze, e sogni, e magie.
Ci sono miracoli che non credevo possibili, attimi di felicità incredibili.
C’è l’amore che fa rima con cuore,
e carezze che san consolare.
C’è una pelle ancora di seta,
pur su un volto di bimba invecchiata.
C’è dolcezza, passione, c’è sesso,
c’è libertà nel reciproco possesso.
C’è la figlia del mio coraggio
nonostante chi mi augurava tutto il peggio.
Non ti è figlia eppur ti somiglia,
ed è questa, quotidiana meraviglia.
Ci son viaggi, vicini e lontani,
ci sono meravigliose visioni,
mille cose che tu mi hai insegnato,
e nuove cose che da sola ho imparato.
Ci son io dentro questo regalo,
tutto il male, tutto il bene ti dono:
sei l’unico cui potevo darlo,
perché sei l’unico che ha saputo amarlo.

Lucia Lorenzon, 18 dicembre 2019

Restami dentro (video poesia)

Ho pubblicato pochi giorni fa questa poesia sul mio blog. La pubblico ora qui, con il video che ho creato aggiungendo alle parole musica e illustrazioni.

Mi offro,
nuda,
disarmata,
piena di cicatrici,
col corpo che racconta vita.
La sottile ragazza si cela,
sotto la morbida carne degli anni.
Voglio ancora
la tua avida mano
a percorrermi,
esplorarmi, indecente,
fino a che io lasci la ragione,
gridando.
Il tuo seme ha messo radici,
che come braccia
mi avvolgono.
Restami dentro,
a far fiorire eterne primavere,
e dipingermi colorati autunni.
Guardami,
la vecchiaia sa essere golosa,
la voluttà
non si piega al tempo,
se scintilla anche nei soli occhi.
Gemimi addosso
che saprai amarmi sempre.

Lucia Lorenzon, 15 novembre 2019

Big Bang

Pubblico oggi una poesia pubblicata nel mio blog a fine settembre. Magari un tantino hot ma non eccessiva, credo. Mi dirai Gian Paolo 😁

Le mie dita, sfacciate,
sanno di te.
La mia bocca,
arsa di gemiti,
sa dissetarsi solo
con la tua lingua.
Affamata,
prendo dal tuo corpo,
bagnato di me,
il nostro miele.
Tienimi, entrami, impietoso,
ch’io ricordi dove sei stato.
Fammi gridare di te,
dimentica che possa esistere altro,
chè il mondo è qui,
ricomposto.
Non abbiamo inizio,
nè fine.
Siamo. Saremo sempre.
Nell’esplosione
del mio ventre che t’accoglie
è il nostro eterno big bang d’amore.

Lucia Lorenzon, 25 settembre 2019