almeno non mi devo…

almeno non mi devo giustificare, almeno non devo capire, non devo nemmeno suppore una realtà che in ogni caso non era mia. Non devo sentire la tua voce, non devo confrontarmi con lei. Con l’altra, con chi altro di passaggio, curioso ignorante di vicende.

non devo, non ci penso, non mi interessa. Assorbo i colpi. Resto a guardare, che ad oggi non guardo più con gli stessi occhi, osservo il suo smarrimento verso la Vita;

… e di quel mix mortale e mai vitale, conservo una chiara rappresentazione di ciò che mi farebbe piegare in due, se solo sfiorassi il tasto “replay”;

… la Vita ammutolisce, quando colpisce, attacca il silenziatore alla bocca e poi oscura il resto, ma resta il sesso, carne contro carne, senza parole, nel silenzio. Alla fine, vuoi vedere, siamo in viaggio in cerca del nostro rifugio dei sensi.

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costruendo

Rincorri nei sogni quasi ogni notte e al mattino lasci l’amaro in bocca

sto vedendo scorrere quest’altro anno, che non vuole tranquillizzarmi

ho il fiato corto

i pensieri ricorrenti sono il piatto forte

vorrei farne tabula rasa e restarmene così

costruendo ciò che da diverso tempo vado a perseguire

 

sarà che mi sono distrutta e costruita infinite volte

lasciando pezzi di me che hanno paragonato a macerie

o almeno mi hanno lasciato pensare che lo fossero

grazie a Dio

conservo la speranza di poter essere migliore

e di non essere il centro gravitazionale dei vostri limiti

pensieri;

..guaine di silenzio attorno ai pensieri

resisto a realizzare che la Vita ci ha cambiato

e lontana chilomentri

ascolto un’altra me

vorrebbe dirmi

di tornare indietro nel Tempo

ma ci sono parole che non riesco più a pronunciare

e scorrono nelle vene lasciando il cuore

 

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Nella terra di nessuno – musa

C’è troppa gente in giro, al tavolo di chi non so, gente invitata in attesa delle ordinazioni

tavoli scuri

finestre coperte da tende sontuose, non aspetto nessuno, solo le ordinazioni

diversi volti che non distinguo

in questa cena di metà inverno

musica di fondo

forse classica

poi un paio di volti che conosco dall’ingresso verso la mia parte

“non ancora, no” penso

prendo su la giacca e vado all’esterno, ma non c’è una strada, un lago immenso ha sommerso tutto, le case sono al fondo ed è tutto così alto e vuoto.

Provo a respirare piano, ma non ho paura.

all’improvviso giorno

mi butto in acqua

al tatto fredda e un po’ sporca, trasparente.

La porta alle spalle si chiude, non posso più tornare dentro.

Granelli in acqua galleggiano e piante dal fusto imponente mi sovrastano.

vado in avanti, il livello dell’acqua si abbassa fino a toccare terra, ad ogni bracciata.

Guardo attorno, il nulla, eppure non mi spaventa.

Siedo per terra, respiro lentamente, sta calando il sole. Sono a terra

Sveglia

Fuori sta piovendo

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In attesa

scaltra eloquenza

leggiadra speranza

tra fili d’erba bagnati

carezze

davanti ad una me stessa nuda

una pausa

non c’è stato limite di tempo

addosso altre consapevolezze

un passaggio che ha interrotto un mix mortale

soppessando

pensieri incoerenti

e

struggenti

malinconici

il corpo al riparo

altrove

semplicemente altrove

vivido e palpitante

calda.

In attesa di un tiepido inverno

Cocci dorati

Ho riaccolto cocci e sembrava un po’ come i vasi cinesi

Di quelli che usano colate d’oro per riempire crepe

Non ne avevo forse abbastanza e non ne ero convinta, non avevo tecnica

E

Ho barattato metri di profondità per una personale sicurezza

non sento più il bisogno di riempire vuoti

Li lascio a se stessi, sbircio attraverso

Come un bambino con una lente di ingrandimento, che gioca con file di formiche , per poi lasciarle al loro corso

Un po’ come

Dopo aver analizzato ciò che di negativo …

..

strozzava il fiato

impari a lasciare andare e a non trattenere

Lasciando che i dolori scorrano fluidi e confluiscano nel posto che gli appartiene

Al passato

E così come ogni giorno

La stessa preghiera che mi ha forgiato nuova, ma sempre la stessa.

Musa 🌞

 

Goccia di fiamma

È la mia goccia di rugiada, vista fuori solitaria dall’interno

.. la mia più fragile e robusta speranza

Trasparente specchio di una vita di vissuti

Ti osservano sotto la lente di ingrandimento

Oppure dietro un caleidoscopico

Le parole si mettono in fila e le immagini scorrono a cortometraggi

La mia lei ha il mio nome e il mio viso

La mia più fragile e robusta speranza

… che sia tutto ciò che avevano detto non sarebbe stata.

La mia fiamma che scoppietta sotto le ceneri di un passato da dimenticare

La mia totale devozione e l’unica mia ragione

Tutto ciò per cui ho sempre lottato

Nel mio nome e nel mio credo

Nei confini di una limitata Vita

Potenzialmente libera

E

.. priva di catene.