04/05

Macchie di barche solitarie

di bianco come un marchio

e tavolozze di colori tra i vicoli

e uno spuntone di roccia riverso sul profondo abisso

generano un presepe che furtivo seduce

e ti lascia contagiato.

Carezze distratte e insolenti

di chi ha il potere nel servire.

 

02/05

Goditi ingenuità e bellezza della tua gioventù.
Non pensare al fatto che forse invecchierai tra i vermi dei rimpianti.
C’è sempre qualcuno che si prenderà cura dei tuoi interessi.
I veri problemi della vita sono legati alla tua pigrizia.
Infierisci su chi non è abbastanza curioso di te.
Non buttarti via in una direzione, piuttosto aspetta il treno.
La scelta è scommessa oppure un vuoto a perdere.
Usa il tuo corpo in ogni modo possibile.
Porta un dannato manuale di istruzioni
Se non sai interpretare i sogni ruba l’ispirazione.
Ricicla un progetto senza farlo diventare una prigione.
Non dimenticare di recitare e sceneggiare di tanto in tanto.

12/4

Elogia la notte
ognuno ne ha una
tra la ruota del gelo e del carnevale
elegante sul palco della vita
sgomitando per chi spende più ascolto.

Insegui la notte
passeggiando su mozziconi di errori
dentro e fuori l’ego della carne
stupore e solitudine per una pulita sporcizia.

Raccontami la notte
le lune e i pianeti bisbigliano
che queste crisi scivoleranno di velluto
è tempo di ritornare nella stanza blu
sospirando di catturare una cometa.

10/6

Vieni a me
da anima persa
quando sei accesa di fantasie
nuota dentro i miei umori
come un fiore di velluto,
la tua bugia dolciastra
la tua confessione senza scrupoli
mi inebri di colori
finché esplodo nella tua testa
un lampo nell’oscurità,
un miscuglio di essenze.
Siamo segreti di vaniglia
siamo un tempio del dio Eros
siamo spari al crepuscolo
siamo ritmo e molla
siamo quello che vorremo diventare.

La tua devota appartenenza
è la manetta ai miei sensi. 

08/07

Ogni barca anela la sua riva
e la mia ha definito un tragitto
allungato dai ghirigori invernali
e soffocato nelle forche d’estate.

La barca non segue l’anomalia delle onde,
non cede alle tempeste di vento,
nè spreca le mappe consigliate,
ma resiste con la cura del timone.

Ogni riva attende quella barca
a cui offrirne il marchio
più resistente di qualsiasi ancora
preludio di un destino senza ritorno.

La riva si affida alla propria natura,
si illude alla vista di altri orizzonti
ma poi sceglie di divenire fortezza
e sboccia in un soffio di perle.
 
Incastriamoci. 

06/05

Ho perso di vista
alcune percezioni di casa,
ho smarrito il sentiero delle mie origini
perchè avrò rubato troppe storie altrui
e infine non è rimasto altro
che dei granelli di tempo e casualità.

Non respiro speranza
in assenza del tuo sguardo,
non prendo energia
se non esiste il tuo interesse,
non chiedo una sola notte
se non torni con il tuo domani.

E tu puoi girare un mondo
soltanto misurando l’ambizione
talmente fascinosa
da divenire persino mia.

Leggera
(sospeso)
senza fretta
(inquieto)

Noi rinsaldiamo il cuore avvincente
di quest’attesa ammantata di equilibri.

 

04/07

Incastro frammenti di tempo
che sopravvive alle manie di controllo,
i miei muscoli guizzano di ansia
e regolano l’efficenza,
ma continuo a osservare la notte
per afferrare l’ultima parola cercata.
E poi mi specchio nella tua devozione
accarezzandone i limiti esterni,
tra disordini e aspettative,
al braccio di una incredibile fiducia
e al suono della meravigliosa arte
di semplificare e animarmi.

02/06

Noi siamo nati nel ventre del suono
per diventare animali dell’ipocrisia
e per succhiare via il gelo della farsa
mescolandolo alla durezza di un’euforia.

Dove e quando
udirò i rintocchi
del mondo che mi spetta?

Voglio librarmi
tra gli angoli
dello spettacolo
col mio onore.

TOUCH & TASTE

Dovrò pronunciare il tuo nome.
Dovrò rinunciare alla categoria.
Dovrò saldare il conto.
Dovrò assicurarmi che l’acqua scorra dentro me.
Dovrò barattare l’alba con la notte.
Dovrò giocare a nascondino con il demonio.
Dovrò risarcire la vittima.
Dovrò fumare la pipa.
Dovrò sprecare la mia ansia.
Dovrò offuscare le gioie.
Dovrò limitare i limiti stessi.
Dovrò sapere di miti e leggende.
Dovrò suonare il blues di ubriachi.
Dovrò mangiare alle spalle degli stolti.
Dovrò tutto e niente.

Ebbro.
In vena.
Geniale.
Testardo.
Generoso.
Egoista.
Parsimonioso.
Prega per noi.
Perdonaci.
Scivola.
Non cadere.
Spara il colpo finale.
Fa silenzio.

Tocca & assapora.

WARM

La donna si voltò nella luce opprimente di mezzogiorno ad osservare la tavola apparecchiata. Suo marito era ancora fermo lì, seduto davanti al suo piatto di pasta fumante, senza far nulla. Aspettava come intontito. Sintonizzato chissà su quale lontana frequenza. Gli occhi della donna guizzarono febbrilmente in pochi istanti per squadrare quell’inetto con la barba nera. Occhi furiosi, accecati dal nero odio. Tornò ad occuparsi alle faccende in cucina, scuotendo decisamente la testa. “Puoi mangiare adesso.” disse, scandendo le parole in tono perentorio. Il volume della tv non era eccessivamente alto e la moglie non sentì alcun tintinnio di posate. Passarono secondi come frustate violente alla sua schiena, senza nessun chiaro segnale dal tavolo del soggiorno. Sbirciò all’altezza della sua spalla destra e gli colò un rivolo di sudore dalla tempia. Caldo. Insopportabile. Senza tregua. “Mangia! Ho detto mangia!” Nessuna risposta provenne da laggiù.
D’un tratto la voce del giornalista perse irrimediabilmente potere fino a sciogliersi come zucchero nell’acqua. La sua mano ghermì il coltello giusto, dal manico nero e lucido. Scivoloso. Caldo. Insopportabile. Senza scampo. I suoi occhi si spensero, perdendo lucidità. Il volto si deturpò di un ghigno storto. “Mangiaaa!” urlò rabbiosamente, mentre tutta sudata raggiunse con uno scatto l’uomo che aveva sposato seduto alla sedia, colpendolo ripetutamente al collo, al petto, alle braccia. Il sangue si mescolò al sugo nel piatto e sporcò le posate e i tovaglioli.
I due coniugi proiettarono in quei pochi secondi molte diverse ombre, davanti alla finestra spalancata. Tristi ombre in movimento sotto la calda luce di agosto. Calda. Insopportabile. Senza alternativa. Da un mondo lontano, l’elegante giornalista riprese ad annunciare lentamente un’altra notizia: “Nuovo caso di apparente follia omicida nella calda provincia di…”