08/05

E fumiamo il filtro della vita
mordendo con voluttà
nei lunghi giorni
dove si sospira
a un orizzonte lontano.

Distrazioni
che ti usano
dolori e fastidi
che fortificano dentro
amami di più e non troppo
con sangue amaro ma leggero.

Sognami, diamante pazzo.

06/07

Lontananze, distanze,
dissonanze, frequenze,
conducimi nei tuoi labirinti.

Armonia nelle orecchie,
paesaggi mistici negli occhi,
udiremo infranti sospiri
quando le mie mani stanche
s’intrecceranno alle tue
e di labbra umide sentirò
il lieve sapore
del cuore che canta per noi.

Brilliamo alla notte
come una testarda cometa
sperduta in tappeti di galassie.

04/05

Macchie di barche solitarie

di bianco come un marchio

e tavolozze di colori tra i vicoli

e uno spuntone di roccia riverso sul profondo abisso

generano un presepe che furtivo seduce

e ti lascia contagiato.

Carezze distratte e insolenti

di chi ha il potere nel servire.

 

02/05

Goditi ingenuità e bellezza della tua gioventù.
Non pensare al fatto che forse invecchierai tra i vermi dei rimpianti.
C’è sempre qualcuno che si prenderà cura dei tuoi interessi.
I veri problemi della vita sono legati alla tua pigrizia.
Infierisci su chi non è abbastanza curioso di te.
Non buttarti via in una direzione, piuttosto aspetta il treno.
La scelta è scommessa oppure un vuoto a perdere.
Usa il tuo corpo in ogni modo possibile.
Porta un dannato manuale di istruzioni
Se non sai interpretare i sogni ruba l’ispirazione.
Ricicla un progetto senza farlo diventare una prigione.
Non dimenticare di recitare e sceneggiare di tanto in tanto.

12/4

Elogia la notte
ognuno ne ha una
tra la ruota del gelo e del carnevale
elegante sul palco della vita
sgomitando per chi spende più ascolto.

Insegui la notte
passeggiando su mozziconi di errori
dentro e fuori l’ego della carne
stupore e solitudine per una pulita sporcizia.

Raccontami la notte
le lune e i pianeti bisbigliano
che queste crisi scivoleranno di velluto
è tempo di ritornare nella stanza blu
sospirando di catturare una cometa.

10/6

Vieni a me
da anima persa
quando sei accesa di fantasie
nuota dentro i miei umori
come un fiore di velluto,
la tua bugia dolciastra
la tua confessione senza scrupoli
mi inebri di colori
finché esplodo nella tua testa
un lampo nell’oscurità,
un miscuglio di essenze.
Siamo segreti di vaniglia
siamo un tempio del dio Eros
siamo spari al crepuscolo
siamo ritmo e molla
siamo quello che vorremo diventare.

La tua devota appartenenza
è la manetta ai miei sensi. 

08/07

Ogni barca anela la sua riva
e la mia ha definito un tragitto
allungato dai ghirigori invernali
e soffocato nelle forche d’estate.

La barca non segue l’anomalia delle onde,
non cede alle tempeste di vento,
nè spreca le mappe consigliate,
ma resiste con la cura del timone.

Ogni riva attende quella barca
a cui offrirne il marchio
più resistente di qualsiasi ancora
preludio di un destino senza ritorno.

La riva si affida alla propria natura,
si illude alla vista di altri orizzonti
ma poi sceglie di divenire fortezza
e sboccia in un soffio di perle.
 
Incastriamoci. 

06/05

Ho perso di vista
alcune percezioni di casa,
ho smarrito il sentiero delle mie origini
perchè avrò rubato troppe storie altrui
e infine non è rimasto altro
che dei granelli di tempo e casualità.

Non respiro speranza
in assenza del tuo sguardo,
non prendo energia
se non esiste il tuo interesse,
non chiedo una sola notte
se non torni con il tuo domani.

E tu puoi girare un mondo
soltanto misurando l’ambizione
talmente fascinosa
da divenire persino mia.

Leggera
(sospeso)
senza fretta
(inquieto)

Noi rinsaldiamo il cuore avvincente
di quest’attesa ammantata di equilibri.

 

04/07

Incastro frammenti di tempo
che sopravvive alle manie di controllo,
i miei muscoli guizzano di ansia
e regolano l’efficenza,
ma continuo a osservare la notte
per afferrare l’ultima parola cercata.
E poi mi specchio nella tua devozione
accarezzandone i limiti esterni,
tra disordini e aspettative,
al braccio di una incredibile fiducia
e al suono della meravigliosa arte
di semplificare e animarmi.

02/06

Noi siamo nati nel ventre del suono
per diventare animali dell’ipocrisia
e per succhiare via il gelo della farsa
mescolandolo alla durezza di un’euforia.

Dove e quando
udirò i rintocchi
del mondo che mi spetta?

Voglio librarmi
tra gli angoli
dello spettacolo
col mio onore.