UNA FILASTROCCA PER L’ESTATE.

FB_IMG_1564587019524.jpg

Studio per trovare
una sequenza di parole
che possa far pensare
a una storia calda come il sole
che sia musica del mare
che possegga del vento l’indole
e che possa far sognare.
Studio per trovare
il mio punto debole
ciò che un foglio vuol sentirsi raccontare
una trama imprevedibile fatta di nuvole
che nessuno mai si annoia di guardare
qualcosa che somigli alle nocciole
che restano tra i denti e che continui a masticare.
Studio per trovare
quella dolce gracchiante armonia della viola
che anche quando tace, poi nelle orecchie prosegue a suonare.
Voglio frasi che siano fragole
che una tira l’altra e che mai smetteresti di mangiare.
Devo studiare finché Dio lo vuole
e mai mi arrenderò di cercare
perché credo nelle favole
e sempre, tra le virgole, io dovrò studiare.
Olè!

CIAO, BUONE VACANZE A TUTTI!!!

Annunci

UNA LUNGA STORIA.

letto202.jpg

È attento a non far rumore. Spesso gli capita di assentarsi per giorni, ma ritornando la sente sempre più distante. Se tutto non fosse stato così complicato l’avrebbe già fatto. Lei dorme, eppure pare sussultare quando si adagia sul materasso.
Le spalline elastiche della sottoveste bianca disegnano un ricordo nitido nei chiaroscuri confusi della penombra.

Sedeva dando di spalle a un tavolo del bar Centrale. I capelli erano raccolti e indossava un vestito scollato che incorniciava delle scapole nude e ossute che sembravano esser state scolpite in un corpo da favola. Voltandosi lo vide, e subito si innamorò. Fino a quel momento invece, lui l’aveva solo sognata.
Oggi è bella come allora, tuttavia se si fosse girata per guardarlo, lui avrebbe finto di dormire.
Il ticchettio della sveglia affetta l’attesa in attimi, piccole dosi di infelicità. Anche l’ultimo pensiero esala con uno sbadiglio, il rubinetto perde e, in cortile, un cane ha smesso di abbaiare. Ora, può incombere dolce il sonno: eppure, non basta più.
Non basta più.

Mi scuso con tutti per il ritardo.
Ciao.

UN MOMENTO MAGICO, ovvero un mezzo racconto erotico.

depositphotos_69726293-stock-video-eyes-watching-through-a-keyhole

Da alcuni mesi la spio dal buco della serratura. La chiave, che io ricordi, non c’è mai stata, eppure lei si fida di me.
Siamo colleghi da un po’, e, se non fosse stata una donna sposata, mi sarei già dato da fare. Che male c’è se la guardo? Nonostante il bagno del negozio sia pulito, lei evita di sedersi. Indossa la gonna, così, senza fatica, se la arrotola sui fianchi, poi cala le sue mutandine. Il sesso è glabro e, proprio in quel punto, un piccolo neo pare disegnato lì, sulla pelle che è vellutata come un’albicocca matura. Sempre, dopo essersi asciugata, si massaggia a lungo con le dita. Poggiando l’orecchio al legno posso anche udire dei gemiti. Lei mi fa impazzire!
Perdo l’equilibrio. Qualcosa non va! La porta si è spalancata. Siamo faccia a faccia, occhi negli occhi. Mi allenta la cintura. La camiciola slacciata esibisce un seno sodo e abbondante.
“Sei un mascalzone, e avrai la punizione che meriti!”. La sua voce è diversa, poi…
“Scusate, c’è qualcuno qui? Vorrei provarmi delle scarpe!”…

IL GENIO DELLA BOTTIGLIA.

20190425_084012.jpg

IL GENIO DELLA BOTTIGLIA. (Una favoletta piccola piccola).

Mentre i suoi simili lottavano e si contrastavano l’un l’altro nel vano tentativo di raggiungere quel liquido profumato e appetitoso, lui, ben conscio della presenza di un vetro, cominciò la risalita. Osservandolo come sospeso nel vuoto, tutti avevano creduto fosse capace di volare. Era invece intento a inerpicarsi lungo la superficie trasparente e perpendicolare, diventata oltremodo insidiosa per via dei colpi che, senza alcuna tregua, le venivano inferti al suolo.
Lo scaltro Bombus raggiunse con fatica la sommità della bottiglia. Da lassù tutti apparivano più piccoli, e anche più stupidi.
Si gongolò e poi si inarcò, dando l’ultima spinta necessaria a oltrepassarne la fessura circolare. Giunto a un niente dall’agognato pranzetto, fu rapito da un profumo inebriante. Si distrasse e mollò la presa, precipitando in caduta libera. Fece un bel tuffo nel liquido, tuttavia riuscì subito a riemergere. Si diede quindi da fare: bevve a lungo, con ingordigia. Gli altri bruchetti, ammucchiati a ridosso del vetro, lo osservarono invidiosi.
Solo quando la pancia fu sul punto di scoppiargli, il furbo golosone si persuase a risalire. Il suo corpicino era divenuto troppo pesante, le zampette bagnate non avevano più presa. Si udì un rutto roboante, seguito da un ultimo flebile respiro, e quando annegò Bombus fu compatito da tutti.

PROSIT!

W I NUDISTI!

FB_IMG_1553415161355

Beh, vi scrivo nelle vicinanze di un campeggio nudista. Non ci crederete😉, ma sono tutte mie!

Non chiedete MAI a un nudista: “E tu, dove abiti?”

Perché un nudista dà il meglio di sé quando mangia una fetta di prosciutto?

Perché è nudo E CRUDO.

Un nudista va in pizzeria e chiede una napoletana. Il cameriere prende l’ordinazione e poi gli domanda: ” Posso portarle anche un paio di CALZONI?”

Un nudista entra in una lavanderia a gettoni. Una donna lo squadra da capo a piedi, poi gli domanda: “Scusi l’indiscrezione: ma lei cosa diavolo è venuto a fare qui?”
Serio, l’uomo risponde: “Sto solo tentando di mettermi nei panni degli altri”.

Un nudista entra in libreria.
– Avete “L’uomo nudo” di Simenon?
Senza guardarlo troppo, la commessa gli risponde: – Certo, ma deve scusarmi se rido: era proprio scontato!
L’uomo replica: – Per la miseria, non c’è volta che io riesca a trovare un buon libro a poco prezzo.

Un nudista vestito, seggio elettorale e giorno delle elezioni.
Dopo aver votato: “Scusate, ma adesso potrei fare lo SPOGLIO?”

In spiaggia, sotto l’ombrellone, un nudista timido si è procurato un ago e il filo e una camicia. Perché mai?

Sta provando a attaccare bottone.

😂

Quale auto preferiscono i nudisti durante l’inverno?

Il Golf.

Ma, scusate:
i veri nudisti usano l’accappatoio o si asciugano con il fon?

Un nudista come festeggia il carnevale?



( Questa è terribile, lo so.😉)
Beh, solo con una BAT – TUTA.

E… dove tiene i suoi soldi un nudista?
Facile, li ha risparmiati, tutti IN VESTITI.😉

Come lo riconoscete un nudista vestito in coda allo sportello della posta?
(…Tic tac, tic tac.. )
Si rifiuta di ritirare il suo pacco.

Come riconoscete un nudista vestito al ristorante?
… …
(mumble mumble…)
(suspance…)
Non vuole pagare il COPERTO!😂😂😂

Buona domenica a tutti quelli che si sono vestiti (o dovuti vestire).
Ciaooo.😘

NIENTE.

niente

Non succede niente.
Non ho nulla da fare, così non faccio niente.
Per riempire questo niente, io non trovo niente.
Perché qui, ora, non c’è proprio niente,
Ma il niente, in fondo, che cos’è? È solo niente.
Non è niente di bello, ma non è neanche niente di brutto.
E niente, credo che il niente di oggi sia sempre meglio di un niente MAI.

LA BALLATA DELLA LEGGEREZZA.

soffione matrimonio

Adeguarsi al cambiamento, come una nuvola muta forma assecondando la spinta del vento.
Sorvolare il letame con la grazia innata di una farfalla, che ben sa quando poggiarsi sopra un fiore, oppure su una spalla.
Balzare quatto come un gatto sulla miglior occasione, con metodica e oculata precisione.
Cavalcare senza paura il mare in tempesta e sfruttare dell’aria la forza, dell’onda la cresta, pur sapendo che il destino sarà infrangersi sulla battigia sabbiosa; sempre meglio di dover sopportare una giornata triste, o, peggio, noiosa.
Concepire un peso con relatività, come gli alieni di un altro pianeta, con minor gravità.
Essere un sole, irradiare ogni cosa d’oro, riscaldare e rendere fertile la terra, dare e ricevere amore per annientare anche la più piccola guerra.
Essere come una stella del firmamento, un luminoso e costante riferimento.
Gustare con leggerezza la vita, secondo dopo secondo, proprio come l’universo, senza alcuna fatica, riesce ancora a tenere sospeso il nostro pesantissimo mondo.

È QUASI NATALE.

francia-parigi-quartier-latin-37-rue-de-la-bucherie-shakespeare-e-co-bookshop-b9pee2

Scusate il ritardo, vediamo se riesco a farmi perdonare con questo piccolo spaccato tratto dal diario di una libraia esaurita. Ciao!

Scontrino. Tre confezioni regalo per tre libri dal formato apparentemente identico e realizzate con sacchettini metallizzati blu. Sono rimasti solo quelli.
“Vuole che le indichi a penna l’iniziale del nome del destinatario in modo da distinguerli?”
“Ah sì, grazie, non ci avevo proprio pensato”.
(Mumble mumble, …naturalmente un uomo)
“Va bene. Allora, su questo che lettera metto?”
“Scriva W, W di Walter”.
Eseguo, e poi confeziono il secondo libro.

“Ecco! Su quest’altro, che lettera metto?”
“Oh caspita, è vero! C’è un problema: sarebbe un’altra W, W di Wilma. Beh, allora mi faccia un favore, scriva l’iniziale del nome e anche quella del cognome (state attenti alla genialata😉), W-C”.
Io rido.
Rido tanto.
Tutte le persone che sono alla cassa ridono.
Lui, serio: “Ehm, Wilma Cattaneo, dunque W-C”.
Poi, forse, può essere che capisce.
Ride anche lui (e meno male!).
“Senta, meglio le prime due lettere del nome, segni WI, e… non se ne parla più!”
Ho davvero temuto per il terzo regalo. Ma, per fortuna, era una M di un certo signor Mario. Un nome più consono e più sobrio, decisamente.
Eppure, una volta a casa, davanti a una tisana fumante mentre agitavo i piedi ancora atrofizzati sotto al tavolo, mi è sorto un dubbio: e se il terzo pacco si fosse girato sottosopra?
Ops, che guaio! Meglio andare a dormire, e non pensarci più.
😂

Merry Christmas!
😉😊😊😊

PIOVE.

pioggia-acida

Scroscia la pioggia, gocce grandi poggiano, penetrano, scivolano. Palpitano le pozzanghere, si gonfiano i fiumi, si ingolfano i tombini, si inzuppano i campi, assorbe la terra, ribolle il lago, si agita il mare. Picchiettano i tetti, gorgogliano le grondaie, terrazze come specchi. Si riparano gli uccelli, dormono i gatti, si accucciano i cani abbassando le orecchie, le auto schizzano su strade lucide. Si nasconde la luna, si son spente anche le stelle, gli alberi si genuflettono e piangono, le foglie scappano via. Acqua veloce nel vento che sposta, che sbatte, che rabbrividisce, che spinge, che gioca, che ulula infilandosi tra gli antri, che sfiora, devasta, che punisce o carezza. Lampo, tuono, vibrazioni e energie, elettricità. Si ferisce di luce il cielo, poi si mostra più nero del nero. Sbattono le porte, si richiudono le persiane, i cortili sono deserti. C’è condensa sui vetri, poi sgocciola per terra. Acqua che lava, acqua che prende, acqua che porta. Si spera, si teme, si crede. Zitto, abbracciami, e guarda come piove!

L’ATTESA.

salaattesa

(Scusate il ritardo, ero ancora in attesa!😉)

La piccola sala d’attesa è gremita, e ogni volta che l’uscio cigola e poi si apre, tutti si voltano per guardarlo nella speranza che, finalmente, lei possa apparire sulla soglia. Ha quasi un’ora di ritardo, e nessuno sa niente, nessuno sa il perché. E pensare che stavolta mi era andata pure bene: sono arrivato per secondo!
La porta si apre di nuovo, e ancora si richiude. Le persone, sedute e in piedi, sono sempre di più. Arriva Egidio, il salumiere; poi Emilia, la maestra. C’è anche Mario, sempre vispo come un grillo. Mezzo paese la attende: chi tossisce, chi grugnisce, chi ha un braccio ingessato, chi ha le gote arrossate per la febbre, chi ha le gambe gonfie, chi starnutisce. E c’è pure chi sta bene: le tre solite zitelle chiacchierano; a loro non importa un fico secco se quella non arriva.
E poi ci sono io, che, grazie a Dio, qui non vengo quasi mai. Vorrei delle vitamine. Mi sentivo un po’ stanco, ma, dopo queste due ore di attesa, ora lo sono anche di più. Mi sa che torno a casa mia. Ho tanto bisogno di fare una bella dormita!