Sono arrossite le stelle…

Arrivo ormai a sera, e con un pezzo non inedito, ma già pubblicato sul mio blog, perché proprio non son riuscita a trovare il tempo di scrivere qualcosa di nuovo.

Un pezzo sull’ amore, su un amore, per augurare buon San Valentino a tutti coloro che si amano.

Magari a qualcuno questa festa da persino fastidio, ma io sono una romantica di quelle irrecuperabili. 😊❤

E allora Buon San Valentino sia!

Lucia

Stasera ti aspetto, ti aspetto lassù dove le stelle sono arrossite di noi.
Non le hai viste? Quell’accentuato tremolio, quella luce che giocava a far la pudica.
Ci stavano guardando, sai, chè, per quanto siano antiche, navigate e sagge, per quanto si siano viste scorrere sotto il mondo e i tempi, ormai abituate a tutto, piene zeppe di sogni, speranze, lacrime e desideri, mica se li aspettavano due come noi.
Chè l’ amore ancora può stupire.
Gli amori sono felici e disperati, durano un attimo o una vita. Sono veri, sono falsi, incarnano ogni aspetto degli esseri umani e di ciò che sanno essere. Grandi e meschini. Eroici e vili. Coraggiosi e pavidi, tutto sa essere un uomo.
E poi noi; certo lo so, ogni innamorato crede il suo amore il più grande, l’ eterno, l’invincibile, il predestinato.
Lo so, lo so…ma, Amore, noi siamo diversi davvero.
Siamo tutto noi.
Siamo oltre.
Siamo voragine e vertigine. Gelo e lava. Santità e peccato. Siamo padre, madre, e figli, e amanti di noi.
Siamo senza angoli. Trecentosessanta gradi di tutte le espressioni dell’ amore.
Non siamo cominciati, non finiremo. Siamo sempre stati. Saremo sempre.
Ci han riconosciuti lassù, esseri della loro stessa essenza. Parti di eterno e di cielo. Primi ed ultimi, accanto, sempre.
Ci han riconosciuti mentre ci guardavamo, come solo si guarda chi si appartiene da quando esiste il respiro dell’universo, dicendoci cose che solo loro potevano sentire, e capire.
Ci aspettano lassù, vieni, ci vogliono riguardare.
Le abbiamo emozionate sai.
E chi poteva, se non noi, emozionar le stelle?

“È lassù

brillano stelle

di uno strano colore,

rosso direi…

Sì, rosso,

arrossite di noi”

Lucia Lorenzon, 14 febbraio 2018

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Sconfiggimi (una mia video-poesia)

Ho pubblicato questi miei versi qualche giorno fa nel mio blog. Oggi ne ho fatto una video-poesia per Caffè Letterario. Versi che narrano di passione, con le parole e con le immagini usate, dell’ artista Loui Jover, (sotto lascerò un link per chi volesse sapere qualcosa di più di lui, a me piace molto).

Eccovi dunque la mia poesia, e il video.

Buona lettura e visione.

Dissacrami,
spogliami da ogni residuo di me,
da ogni ricordo d’altro.
Occupami,
invadimi;
lascia che diventi
unico tuo territorio,
di nessuno prima,
di nessuno dopo.
Non temo possesso,
lo anelo.
Mi cedo,
e concedo alla tua esplorazione,
ogni respiro
ogni grido.
Fammi perdere,
come unico nord
il tuo odore,
il calore del tuo fiato.
Perduta in te
ritrovo la mia essenza.
Sconfiggimi,
in questa battaglia d’amore
voglio solo morirti dentro.

Lucia Lorenzon, gennaio 2018

Loui Jover: https://www.thingsiliketoday.com/immagini-e-parole-loui-jover/

Visioni di donne

Torno a pubblicare delle immagini, delle mie creazioni digitali, la parte visiva della mia comunicazione, al di là delle parole. Un nuovo esperimento…visioni di donne surreali, sensuali, ma una sensualità che non vuole essere urlo, ma essenza, una mia idea di uno dei tanti aspetti del femminile del “femminino”.

Buona visione!

Aggiungo, chiamandomi Lucia, gli auguri a tutte coloro che portano questo nome e che oggi festeggiano il loro onomastico.

Tantissimi Auguri!

Lucia

Vorrei saper scrivere

Posto anche qui uno scritto pubblicato l’ altro ieri sul mio blog: un po’ sogno, un po’ speranza, un gioco in rima.

Buona lettura!

Lucia

Vorrei saper scrivere davvero,
riuscire a farlo bene, non dico un capolavoro. Trasmettere emozioni con la parola scritta, saper dire qualcosa, anche restando zitta.
Possedere la magia di fare un po’ da specchio, così che si riconosca il lettor giovane e il più vecchio.
In qualcosa, mica tutto, un piccolo passaggio:
quel fremito del cuore, quel profumo, quel paesaggio.
Sarebbe bello donare, a chi non le ha trovate, parole per descriver il velo di certe giornate, il tonfo strano e inquieto di un cuore innamorato, il modo per spiegare un tempo che è sfuggito,
fornire le parole per dare luce a un dentro, che a volte è troppo buio e fa tanto spavento.
Imprese troppo grandi per la mia piccola penna, ma ai sogni non si mette mai alcuna transenna.
Allora ecco scrivo, di quel che io ho sentito, di cose che ho vissuto, ho visto o immaginato.
Se poi strappo un sorriso, una lacrima, una visione, son già molto felice; è la più bella recensione.

Lucia Lorenzon, 20 novembre 2017

Prendimi

Ancora per una volta versi “caldi”, o almeno questo il mio intento. Versi di passione.

Ultima domenica d’agosto…spero sia stata per voi una buona estate.

Buona lettura.

Prendimi,
non so essere altro da te,
nemmeno nel più lontano dei mondi.
Fammi sapere,
capire,
sentire di chi sono.
Prendimi,
sporcami
usami e fatti usare,
non ho mai paura di te.
Ci apparteniamo,
i nostri passi possono essere lontani,
le nostre mani mai;
I nostri occhi si guardano sempre.
Ti respiro dentro,
ti parlo in silenzio
Ti tocco dove nessuna mai.
La libertà è amarti,
senza limiti,
né perché.
Non può esserci nessun troppo,
dove l’Amore è maiuscolo.
Prendimi
e fatti gridare la felicità
mentre la tua essenza diventa mia.
Lucia Lorenzon, 27 agosto 2017



Baciami la nuca

Rieccomi, una poesia un tantino “hot” questa volta, spero vi piaccia.

Baciami la nuca,
bagnata di piacere,
dopo ore d’amore
senza pietà,
nè mia,
nè tua.
Ci siamo persi,
dentro noi,
sentenziato,
con passione furente,
la reciproca appartenenza,
un possesso senza paure.
Mi consegno,
ti consegni.
Fusi in un mondo
che ci ha come soli abitanti,
ma creatori di nuove visioni,
di nuovi sogni,
nuove realtà.
Siamo nostri, Amore;
ma ora baciami la nuca,
a lieve sigillo
di un per sempre.

Lucia Lorenzon, luglio 2017

  

“Raccontami”, mia video poesia su YouTube

Raccontami
di luoghi lontani,
poesie mai sentite,
fruscii di farfalle.
Raccontami
di aquile e gabbiani,
cieli infuocati di tempesta
e notti di stelle cadenti.
Raccontami
di ciò che è stato,
di chi ti ha amato,
di chi ti ha potuto odiare.
Raccontami di ere antiche
e di futuri immaginifici.
Raccontami
la perfezione del blu
e la felicità di un giallo.
Raccontami
emozioni sconosciute,
paure segrete,
passioni che fan tremare.
Raccontami
la follia,
la magia,
il coraggio.
Raccontami
di quella ruga tra gli occhi.
Raccontami di te. 
Lucia Lorenzon 

Spero si veda perché ho avuto problemi di caricamento. Buona lettura e visione.

Lucia

Scrivere…scrivere…

A volte ci  provava a sublimare le brutture in poesia. Ci provava con gli occhi, ci provava con la voce docile e gentile. Ci provava con un sorriso.

Ci provava perdonando.

Ci provava scrivendo.

Scriveva, scriveva, su agende, diari, foglietti, PC, cellulari. 

Senza interlocutori se non quelle pagine bianche, prima, quegli schermi vuoti, poi.

Parole per raccontarsi, parole per spiegare a sé stessa ciò che era. Per fare ordine nel caos, per dare un senso a troppe cose che per gli altri non avevano senso, e lasciarlo a testimonianza di sè o, chissà come racconto a chi  sarebbe venuto. Un uomo, un figlio…qualcuno. 

Una infinita mole di parole, per non perdere ricordi, per non perdere nè il male nè il bene.

Per andare a cercarsi quando si smarriva.

Per capire che era diversa da chi la circondava, ma non peggiore, no, diversa, fragile, impaurita, spesso e allo stesso con una profonda forza.

I suoi scritti erano coordinate, suggerimenti, malinconie e tenerezza di sè. Erano sprone verso il meglio, erano lucida analisi, fino alla spietatezza.

Lucidità che, a volte, non le permetteva ugualmente il cambiamento, ma che la rendevano consapevole anche nei momenti disperati. Lacrime e consapevolezza.

La disperazione scemava scrivendo.

Le emozioni e le felicità, a volte così sue, da non essere da nessuno colte come possibili gioie, venivano fermate. Divenivano quadri.  Meravigliosi tocchi di colore. Carezze da ritrovare sempre. Profumi conosciuti. 

La sua vita scorreva su realtà vissuta e scritta.

La sfida e il rifugio. 

E quando riusciva provava a darsi anche ai versi.

No non sapeva “poetare”, ma provava a dare musicalità a qualcosa che aveva bisogno di uscire da dentro, prendendo vita e leggerezza.

Chè le poesie sanno essere lievi. 

Trasformare grida in sussurri.

Sfiorarti, parlarti, darti fiato.

E allora scriveva, scriveva…
Lucia Lorenzon  8 aprile 2017

Cuore e cultura

immagine da web

C’è sempre chi ti informa che tu non hai cultura.
È gente assai gentile, che ti usa la premura, di dirti le lacune che hai in letteratura.
Che dire poi dell’arte di artisti assai importanti,
come puoi tu non sapere date, nomi, stili ed eventi?
E la storia, il nostro passato? Non merita attenzione chi lo ha trascurato. Lo devi ben sapere quello che è accaduto. Non essere
imprecisa, non perdere il dettaglio, non puoi giustificarti come candido giglio.
Ma dai non sai tutto di Mozart, di Bach e di Beethoven? E di Verdi, di  Vivaldi ? La cultura mica fa saldi!
E poi c’è matematica, fisica, astronomia; ma in che contesto vivi, che vergogna figlia mia.
Va bene, vi ringrazio di tutta la premura, son certa che son grave e mi serve una gran cura.
Nel tempo ci ho provato a costruirmi dentro, a leggere il possibile, a darmi nutrimento, a conoscer  brutto e  bello che fan crescere il cervello.
Ci provo ogni giorno, curiosa di ciò che ho intorno, non saprò come altra gente, ma chi non è ignorante?
Siamo tutti impreparati scoperti in qualche fronte. Magari non capiamo il dolore di chi ci è di fronte; o non sappiamo dare, a chi ci chiede amore, e fare una carezza per dare sicurezza. 
Se poi non allunghiamo la mano verso chi cade, a chi ci guarda zitto, cercando un po’ di bene, allora l’ignoranza ha colto il nostro cuore.
Se siete preparati, colti e risplendenti, ma non capite niente degli altrui sentimenti, allora non
vi guardo con muta ammirazione, e non merito da voi nessunissima lezione.

Lucia Lorenzon 22 marzo 2017