Avventure di una Promoter alle prime armi

bambolavoodooGiorno 1:

Shorts minuscoli, infinitesimali, bianchi e trasparenti. Ovvio. Chiappe al vento e vedrete che la gente si ferma ad ascoltarci. Maglia sintetica, effetto sauna garantito, perché il sudore sotto il sole di luglio fa tendenza. Pettorina altamente infiammabile, tanto per essere sicuri dell’efficacia dell’effetto sauna, grazie. Cappellino rosso, così ci differenziamo dalle volontarie di Save the Children: che sia chiaro, noi siamo promotrici della telefonia fissa e di Internet velocissimissimo.

Siamo in mezzo alla strada, così tutti i passanti possono scannerizzarci il posteriore e impariamo a riconoscere la fauna locale:

Prima tipologia: il turista

-Scusi, vuole partecip…

-Sorry, I don’t speak italian/ Lo siento, no hablo italiano / Ich spreche kein italienisch

-Oh sorry…

Per noi tristemente inutili, ma sempre piuttosto gentili.

 

Seconda tipologia: il cafone

-Buongiorno, vuole…

-No (dito sventolato in faccia: sono odiosi) / No, grazie (meglio) / Ho fretta (ed entrano nel negozio a fare a shopping camminando alla velocità di un bradipo stordito: ok che ti rompo le scatole, ma almeno non dire cavolate che scema non sono)

La maggior parte dei casi

 

Terza tipologia: ragazzine che non hanno mai lavorato in vita loro, mantenute da papi

-Ciao, vorresti….

(sguardo sprezzante e tirano dritto)

Vi auguro la disoccupazione eterna.

 

Quarta tipologia: i perduti

-Scusi..

-Ah cara, mi sai dire dov’è questo negozio/quella via…

oppure:

-Ah ho visto la pubblicità di quella tariffa…

-No guardi, non ne ho idea, noi promuoviamo solo…

-Ah ok, vado in negozio, ciao.

Perdita di tempo.

 

Quinta tipologia: i cavalieri erranti

-Ehi ciao…

-Ciao, ma certo ti lascio la mia mail, il mio numero, il mio contatto twitter, facebook, google plus, instagram, tutto quello che vuoi, magari poi ci rivediamo, se hai bisogno di contatti ti porto i miei amici.

Grazie cari, grazie di esistere, rimanete marpioni, guardatemi il c**o finché volete e a voi tutto il karma positivo dell’universo. Tra loro stanno anche gli ex-promoter solidali che sanno quanto stressante sia fermare la gente per strada tutto il giorno.

 

Sesta tipologia: il viscido

-Buongiorno signore, noi stiamo promuovendo…

-Oh che begli occhi che hai, sei bellissima, che sorriso, mi dai il tuo numero? Vuoi venire a prendere un caffè?

Almeno lasciano il contatto, però è patetico, davvero, tirano delle pezze infinite, stanno lì re a raccontarti la loro vita, intercalando il discorso con apprezzamenti vari alla beltà della giovinezza. Sorridiamo per mezz’ora pregando non ci vogliano baciare e abbracciare, ma puntualmente un disgusto-bacio sulla guancia o un orrido-abbraccio ci tocca concederlo. Maledetta diplomazia.

 

Settima tipologia: i realmente interessati

Stanno lì, ascoltano la promozione, lasciano il contatto volentieri, sono gentili e sono rarissimi, una specie protetta…

 

Ottava tipologia: i cacciatori di gadget

Ti impezzano loro

-Cosa regalate?

-Cosa devo fare per avere i braccialetti

-Ma regalate i tablet?

-Regalate schede telefoniche?

-Cosa mi dai? Ne hai anche per nipoti, zii, figli, fratelli, cugini, nonni?

Il più delle volte fanno solo perdere tempo

 

Nona tipologia: i troll

Ti tengono lì a parlare come un idiota, ti fanno spiegare tutto e ti guardano con sorrisetto sardonico (anzi sadico), annuiscono e chiedono ulteriori informazioni. Dopo un’ora che parli e hai la lingua secca e mal di gola o se ne vanno dicendo -No non mi interessa- (dovete soffrire tantissimo!!!) oppure lasciano un contatto finto convinti di essere dei simpaticissimi geni del male, soprattutto quando fanno firme dalla forma fallica o scarabocchi a caso (sì, siete davvero dei tenerissimi mattacchioni, spero finiate in un call-center nel reparto reclami.

 

Decima e ultima tipologia: gli haters:

Sono loro a puntare noi, si avvicinano come furie imbizzarite e cominciano a urlare. Odio il vostro operatore telefonico, ho una causa aperta da anni, mi è arrivata questa bolletta. Non possiamo fare altro che prendere dimessamente gli insulti e poi far notare che noi non abbiamo nulla a che fare con l’azienda, siamo assunte tramite un’agenzia esterna e che non siamo mai state abbonate a quell’operatore in tutta la nostra vita.

Gli insulti immeritati sono un ottimo modo per cominciare bene la giornata, non risparmiateci, davvero, ci piace, la nostra colazione dei campioni (tono acidoironico).

 

Giorno 2:

Chiappe più sode, gambe doloranti, ancora abbastanza entusiasmo.

 

Giorno 3:

Le risorse umane ci tampinano, hanno pretese, ci controllano, ci stressano, più otteniamo buoni risultati più vogliono. Ci succhierebbero anche il sangue se ciò li facesse guadagnare ulteriormente. Non dormono mai, chiamano e scrivono a tutte le ore del giorno e della notte per assicurarsi che come squali attacchiamo ogni passante inerme che incontriamo.

Non preoccupatevi, nessuno ci sfugge, aspettiamo a pelo d’acqua, siamo coccodrilli che aspettano che il branco di gnu venga ad abbeverarsi, siamo leoni che accerchiano le gazzelle spaventate. La città è la nostra giungla e nessuno è in salvo.

 

Giorno 4:

L’odio verso la gente è insopportabile. Ormai sono rimasti solo turisti inutili. Abbiamo impezzato tutto l’impezzabile. Ancora non cediamo allo sconforto, anche se la nostra vita sociale è azzerata e gli amici ci danno per disperse. Lavoriamo nei week-end e la sera siamo troppo stanche per esistere, non preoccupatevi però, ancora pochi giorni e sarà finita.

 

Giorno 5:

Desiderio di rinchiudersi in una grotta oscura, di ritirarsi nel deserto, di seppellirsi sotto il cucuzzolo di una montagna. Il prossimo che mi scannerizza il posteriore, che mi sventola il dito in faccia, che mi guarda con pietà o disprezzo, che mi tiene un’ora a parlare e poi non mi lascia il contatto giuro che lo mangio. Ho le chiappe d’acciaio a forza di camminare, l’abbronzatura da camionista, le abitudini alimentari completamente sballate e voglio dare fuoco a tutto. Sapevatelo.

 

Ora, questa storia non è ancora finita, ma qui la chiudo, prima voglio solo spiegarvi la morale. Innanzitutto non siate viscidi con le belle ragazze: gli approcci via facebook sono patetici e non è che se ho foto da promoter nel profilo allora hai il permesso di scrivermi alle otto del mattino; gli approcci per strada sono ancora peggio, sappiate che parliamo con chi ci prova perché siamo obbligate a farlo ma se provate a scroccare bacini in realtà desideriamo solo calciarvi tra le gambe; gli approcci da stalker sono anche peggio: vi vediamo quando ci seguite in giro per il centro, mettete i brividi e fate anche venire un poco di nausea!

La morale principale però è questa: quando incontrate ragazze disperate per strada abbigliate ridicolmente, abbiate per loro una parola gentile, aiutatele, non siate scortesi, stanno solo cercando di lavorare in questo mondo sommerso dalla crisi. Vi conviene anche perché ho intenzione di creare corsi di “Voodoo e Maledizioni Comparate” per Promoter stressate (uomo avvisato…)

Un appunto per chi si occupa di marketing: shorts bianchi?? davvero??? ma anche no cavolo, siete malati! E poi, promozioni a fine luglio??? sul serio?? cambiate spacciatore!! Grazie.

 

VanessaMedea